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giovedì 23 novembre 2017

Indecenze ortografiche dei media


Ci dispiace dover censurare, di tanto in tanto, la “lingua” degli operatori dell’informazione, quelli della carta stampata particolarmente, anche se molti di questi posseggono una laurea in lettere e si piccano di “fare la lingua”; non è sufficiente una laurea in materie letterarie per potersi fregiare del titolo di “linguista”. Non possiamo, dunque, rimanere impassibili davanti a orrori ortografici di cui è infarcita la stampa e gli “opinionisti” non possono piú addebitarli alla “svista” dei correttori di bozze, categoria professionale ormai estinta: l'orrore è tutto loro. Vediamo, dunque, sfogliando a caso qualche quotidiano, alcune “indecenze ortografiche”, in corsivo gli orrori. L’arrestato, per farsi compatire, camminava a d’ubriaco; con quel pò pò di alterigia era naturale che tutti lo snobbassero; nella casa degli orrori è comparsa la scritta villa d’ affittare; in quella notte tranquilla gl’ astri brillavano sullo sfondo azzurro; nessun’ uomo, di questi tempi, può sentirsi tranquillo se abita una villa isolata; qual’è il difetto peggiore, domandò all’intervistata; il suo comportamento è veramente d’ ammirare; gl’ umori degli astanti non lasciavano presagire nulla di buono; il suo modo di fare è pressocché inaccettabile; il ragazzo è uscito dal coma grazie all’attente cure della mamma; sei proprio un bel angelo, disse la mamma al figlioletto; fate attenzione, recitava un cartello affisso nella fabbrica, gl’ acidi sono nocivi alla salute; l’auto dei banditi non ha rispettato l’alt della polizia e ha accellerato la corsa; l’uomo è stato investito sulle striscie pedonali; il ministro ha, però, ribadito che non tutti beneficieranno delle agevolazioni; ieri siamo andati ha vedere uno spettacolo meraviglioso; il ricercato scorazzava tranquillamente per la città; il luogo dell'incidente è prospicente la chiesa. Potremmo continuare, ma non vogliamo tediarvi oltre misura.



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La parola proposta da questo portale: paperaio. Sostantivo maschile derivato da papera con l'aggiunta del suffisso collettivo "-aio". Termine non comune, atto a indicare un gruppo di persone, donne in particolare, che si comportano in modo ridicolo e chiassoso.

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