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lunedì 19 giugno 2017

Sgroi - La grammatica pedagogica di Maria Montessori


di Salvatore Claudio Sgroi *

 La Psicogrammatica della marchigiana Maria Montessori [1870 -1952] (ed. Franco Angeli 2017) si presenta già nel titolo neologico come "grammatica psicologica". Ovvero grammatica "pedagogica", da mettere in mano non agli alunni (6-12enni) ma agli insegnanti delle scuole elementari. Come precisa il sottotitolo, si tratta di un «Dattiloscritto inedito», ma con circolazione interna tra i montessoriani, composto negli anni 1924-1936 (p. xv), ora «revisionato, annotato e introdotto da Clara Tornar e Grazia Honegger Fresco». La revisione è assai accurata, con interventi stilistici, ideologici e terminologici invero filologicamente non sempre necessari ma comunque scrupolosamente segnalati in nota. Per es. «I primitivi popoli» (n. 32) diventa «Gli antichi popoli» (p. 15); il «linguaggio» (n. 95, ecc.) diventa «lingua» (p. 46, ecc.); «avverbi qualitativi» (n. 341) diventa «avverbi qualificativi» (p. 184); «Gli animali» (n. 121) diventa «tutti i viventi» (p. 121); l'es. «Peccato mortale» (n. 208) è tolto dall'esemplificazione (p. 108), il raro «ciarlatino» (nn. 296, 350) diventa «ciarlierino» (pp. 168, 188); «si eseguisce» (n. 204) diventa «si esegue» (p. 108), ecc.

Quale sia la funzione dello studio della grammatica è detto a chiare lettere dall'A. e non può che essere pienamente condiviso:

«La grammatica non dà la lingua -- e non fa uno scrittore. Essa dà il modo di 'penetrare' la lingua che già esiste [i.e. 'si possiede'], di fissarla e di perfezionarla e perciò è estremamente utile al bambino che la sta organizzando per forza propria» (p. 27). Ovvero «nell'analisi grammaticale il bambino [...] analizza i particolari [...] per accorgersi di essi, per divenirne conscio e quindi per possederli intelligentemente» (p. 26).

E ancora: «Tutto questo studio [della grammatica] è un mezzo stupendo di ginnastica mentale, di penetrazione in se stessi e anche il modo di 'perfezionare' e di 'fissare' la forma della lingua. Non è certo il modo di imparare la lingua. Quando si ripete che Dante e Boccaccio, due scrittori della più alta classicità della lingua italiana, non avevano mai studiato la grammatica, non si dice niente che possa impressionare» (p. 27).

Se questa è la funzione metalinguistica dell'educazione linguistica, quale e quanta teoria grammaticale propone l'A. in questa sua Psicogrammatica?.

L'A. è ben consapevole che «L'analisi del linguaggio vivo non si basa sulla conoscenza delle singole parole, ma sulla logica secondo la quale il pensiero si va svolgendo, secondo il lavoro logico che l'ha costruito» (p. 27). Ovvero «nella frase viva c'è un'idea principale che muove le altre e queste [...] si raggruppano [nel periodo] in un certo modo e non in un altro. L'analisi diventa dinamica ed è chiamata analisi logica [i.e. 'sintattica']» (ibid.). Alla fine «un'analisi [...] parte da una frase e la suddivide in tutte le parole che la compongono» e «così si riconoscono se le parole sono di un tipo o di un altro, cioè se siano nomi, verbi ecc., sapendo che le parole si possono classificare in nove gruppi: nome,  articolo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, preposizione, congiunzione, interiezioni» (p. 26). E alle 9 parti del discorso nei loro rapporti morfologici e morfo-sintattici sono dedicati 7 capp.

L'approccio tradizionale (con qualche idiosincrasia) è costante nelle definizioni. Così Il verbo è «energia», è «parola che indica azione, movimento»; «Tutte le parole che indicano movimento sono verbi» (p. 121).

Il nome è «materia» (ibid.), «non indica soltanto una persona o una cosa, come dice la sua definizione grammaticale» (p. 44).

Segue anche una esemplificazione di frasi semplici e complesse (pp. 121-22): «sorge il sole e illumina la terra; gli umani e gli animali si svegliano; si veglia, si studia», ecc.

L'aggettivo «appartiene al nome, si integra con esso, lo illustra, lo serve: ne fa parte» (p. 163).

I pronomi «fanno le veci di un nome di persona, di animale o di cosa. Sono i sostituti di quelle grandi parti del discorso che sono i nomi» (ibid.), ecc.

Su come "concretamente" l'insegnante montessoriana insegna la grammatica ai bambini il lettore lo capirà scorrendo le pagg. con i 9 simboli grafici a colore (triangoli, cerchi, ecc.) delle parti del discorso (figg. 28, 40, 42, 64, 65, 87, 91, 92). Il verbo «è ben rappresentato dal circolo rosso che, come il sole, non si ferma mai e irradia la sua forza animando la materia [il nome]» (p. 121). A sua volta «Il nome è ben simboleggiato da quel triangolo equilatero nero fermamente piantato e immobile» (ibid.). E così, le altre 7 parti del discorso sono rappresentate con altre figure a colori (p. 223).

Il lettore esaminerà quindi le parole illustrate con disegni per es. fiore, anfora, castello, ecc. (figg. 1-2, 25-27, 30-32, 41). E le frasi anch'esse corredate di disegni (figg. 52-58 agg. determ., 60-62 agg. qualif., 66 tempi, 73-82 tempi e modi), per es. fig. 78 «Scendi giù subito»; fig. 77 «Potrei avere quel paio di calzettine? - Sì, a patto che le paghi»); fig. 80 «Avendo giocato per l'intero pomeriggio, è stanco e dorme», ecc.

E infine si soffermerà sulle "scatole" colorate con gli scomparti riempiti di cartellini di parole e frasi con "comandi" ai bambini (figg. 16-20 "lettere smerigliate", 35-37 "art. + nome", 63 "agg. qualif.", 83 "coniug.", 86 "verbo", 90 "pronome", 93 "avverbio", 95 "preposiz.", 96 "congiunz.", 97 "parti del discorso", ecc.). In tal modo «i bambini leggono ciascuno per proprio conto il cartellino ricevuto (con la frase) ed eseguono l'azione ricordando l'azione della maestra» (p. 158), per es. «Afferra un bambino improvvisamente per le braccia» (p. 161). Dulcis in fundo le «interiezioni» con ess. manzoniani (pp. 218-22).


* Docente di linguistica generale presso l'Università di Catania

Autore tra l'altro di

--Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica: dalla parte del parlante (Utet 2010);

-- Scrivere per gli italiani nell'Italia post-unitaria (Cesati 2013);

--Dove va il congiuntivo?  (Utet 2013);

-- Il linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali (Libreria Editrice Vaticana 2016)





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