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martedì 20 giugno 2017

Saltar d'Arno in Bacchiglione

Quest'espressione - che in senso figurato significa "passare senza logica da un discorso a un altro", "intraprendere varie iniziative senza aver portato a termine le precedenti", "cambiare continuamente mestiere senza un reale motivo" - dovrebbe essere nota ai lettori toscani e veneti. La locuzione fa riferimento, infatti, ai fiumi Arno e Bacchiglione che scorrono, rispettivamente, in Toscana e nel Veneto. Il modo di dire si trova anche nel capolavoro del Divino (Inferno, XV, 113) là dove parla del vescovo Andrea de' Mozzi  il quale "fu trasmutato d'Arno in Bacchiglione", vale a dire dalla città di Firenze, sull'Arno, si trasferí a Vicenza, sul Bacchiglione. Il modo di dire, insomma, è simile all'altro, piú conosciuto e, quindi, maggiormente adoperato, "saltare di palo in frasca".
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Da "Domande e risposte" del sito Treccani:
Risposta degli esperti:
Se emergono problemi nell’uso dell’ausiliare, si tenga conto che, quando siamo in presenza dell’accoppiata verbo modale (in questo caso, potere) + infinito, una soluzione certa esiste. È sufficiente adoperare l’ausiliare che il verbo normale, se usato da solo, pretende. L’ausiliare del verbo arrivare è essere (sarei arrivato), quindi scriverò sarei potuto arrivare, come giustamente aveva fatto per conto suo chi ci ha posto il quesito.
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La risposta è "ineccepibile" ma - a nostro avviso - incompleta. Si possono adoperare indifferentemente gli ausiliari essere o avere se l'infinito che segue il verbo modale (o servile) è intransitivo. Arrivare è intransitivo. È corretto, pertanto, sia "sarei potuto arrivare" sia "avrei potuto arrivare". Personalmente preferiamo l'ausiliare essere.


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