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venerdì 21 aprile 2017

Fare le parti del leone


Quest'espressione è talmente conosciuta che quasi ci sembra di offendere l'intelligenza dei lettori il riproporla con la relativa spiegazione. L'esperienza ci dice, però, che molto spesso alcuni adoperano i modi di dire "pappagallescamente", senza conoscerne, cioè, la provenienza e il significato "recondito". Questa locuzione, dunque, si usa quando si vuole mettere in evidenza il fatto che una persona divide a proprio vantaggio qualcosa da spartire; oppure quando prende la parte migliore di alcunché (e piú abbondante) con la... forza. L'espressione si adopera anche riferita a persone che in una determinata situazione assumono - di propria iniziativa - un ruolo importante, di prestigio, lasciando gli altri "in ombra". Il modo di dire è tratto da alcune favole di Esopo (ma anche di Fedro e La Fontaine) in cui un leone, dopo essere andato a caccia con un asino, divide la preda in tre parti, dicendo: «La prima spetta al primo, vale a dire a me che sono il re. La seconda mi spetta in qualità di socio, quanto alla terza saranno guai tremendi per te se non ti decidi a squagliartela».
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Ci viene da ridere quando alla radio o alla TV sentiamo giornalisti (ma anche ospiti "eccellenti") dire: grazie, grazie davvero. Davvero è un avverbio che significa "sul serio" e simili. Chi ringrazia, quindi, sente la necessità di  specificare che il suo non è un "ringraziamento per scherzo"?  Lo confessiamo: non sapevamo che si potesse ringraziare anche per celia.
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Per la serie "la lingua biforcuta della stampa"

Ricordiamo ai redattori di un quotidiano in rete che i prefissi si scrivono "attaccati" alla parola che segue .  Il titolo sottostante, quindi, è errato.

Maxi ordine di medicine sbagliate: trovato l'accordo con l'industria farmaceutica


Correttamente: maxiordine. Dal Treccani in rete: maxi-. – Primo elemento di parole composte formate modernamente, tratto dal lat. maxĭmus «massimo» per tramite dell’inglese e in contrapp. a mini-, usato per indicare dimensioni o lunghezze superiori al normale; originariamente adoperato nel linguaggio della moda (per es., maxigonna, maxicappotto) e anche nel linguaggio sport. (per es., maximoto), è molto frequente in ambito giornalistico e nell’uso com. in luogo di perifrasi di analogo sign.: maxitruffa, maxitamponamento, maxirissa.





1 commento:

Anonimo ha detto...

Serio vs seriosità. A perderci è sempre il sorriso senza il quale diventa noioso persino imparare oltre che insegnare. Grazie per la sua ospitalità,a buon rendere. Adieu