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martedì 21 marzo 2017

Un posto "da" o un posto "di"?


No, non ci rassegniamo e continuiamo con i nostri lai. Abbiamo sempre sostenuto la tesi secondo la quale la stampa deve divulgare le notizie nel rispetto delle regole orto-sintattico-grammaticali della lingua italiana. Purtroppo queste regole vengono sempre piú disattese da coloro che per mestiere "propagano" la lingua, o perché non le conoscono o perché - cosa ancora piú grave - pur conoscendole non le rispettano in quanto, presuntuosamente, si sentono i "depositari della verità linguistica" e la diffondono, pertanto, a loro piacimento. No, non ci rassegniamo e continuiamo con i nostri lai. Una prova provata  (un'altra, fra le tante) si ha in questo titolo di un quotidiano in rete:

Sesso per un posto da titolare in squadra: arrestati due allenatori di calcio giovanile
Sedicenne li denuncia, coinvolto anche arbitro
Mancini: "Abusi su minori? Fenomeno esiste"

Quel "da" è tremendamente errato. La preposizione corretta da adoperare è "di" perché non siamo in presenza di un complemento di fine o scopo retto, appunto, dalla preposizione da;  ci troviamo davanti a un normalissimo complemento di specificazione. Il "posto"  - per dirlo terra terra - quando vale "incarico", "impiego" si fa seguire dalla preposizione "di": un posto (incarico) di direttore d'orchestra; un posto di assessore; un posto di operatore ecologico. In questi casi si specifica, infatti, il "tipo" di posto o di impiego.
Treccani: 6. a. (posto, ndr)  Impiego, ufficio che costituisce l’occupazione abituale e da cui si traggono, tutti o in parte, i mezzi di sostentamento: essere alla ricerca di un p.; trovare un p.; offrire, procurare un p.; avere un buon p., un ottimo p., un p. misero, modesto; perdere, conservare il p.; ci tengo al mio p.!; seguito dalla specificazione dell’impiego:  mettere a concorso trecento p. di maestro; è vacante il p. di segretario, di redattore capo; anche con riferimento a cariche elevate: aspirare a un p. più alto; si sono presi i p. migliori; avere, occupare un p. di grande responsabilità; essere ai p. di comando.

1 commento:

il puntiglioso ha detto...

Parole "supersante", dott. Raso.
Non so se è ancora "in vigore" l'iniziativa "i giornali nella scuola", nel caso... poveri studenti.
Con cordialità