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sabato 25 marzo 2017

Pillole di "buona lingua" (2)


Aggiungere. Riteniamo inutile "aggiungere" a questo verbo la congiunzione "anche": aggiungi  anche il sale alla lista della spesa. Aggiungere sta pure per anche, come per inoltre, ancora.
Altrettanto, avverbio,  aggettivo e pronome "quantitativo". In funzione aggettivale o pronominale si accorda con il sostantivo cui si riferisce:  ho comprato cinque pacchetti di caramelle, e tu? Altrettanti.
Autoaccusarsi, autodenunciarsi e simili. Espressioni da evitare, anche se correntemente in uso. La particella pronominale "si" è insita nel prefisso "auto-". Non diremo o scriveremo, quindi, il pentito si è autoaccusato, bensí il pentito si è accusato del reato.
Binario (del tram o del treno) alla lettera sta per "coppie di rotaie". Non è corretto, pertanto, dire o scrivere i due binari.
Brillare, nell'accezione di "distinguersi" (brillare per l'assenza), è un gallicismo da evitare in buona lingua italiana.
Declinare. Non si adoperi questo verbo nell'accezione, anche se in uso,  di ricusare, rifiutare e simili. Un'offerta, un invito non si declinano, si rifiutano, non si accettano.
Portafogli  e portafoglio, non si adoperino indifferentemente. Il primo indica la custodia di pelle per banconote e documenti; il secondo per designare la funzione di un ministro che, pur nel governo, non è titolare di un dicastero: ministro senza portafoglio.

***
La parola proposta da questo portale, tratta da "garzantilinguistica.it": rugine. Sostantivo femminile del gergo chirurgico: strumento per raschiare l'osso.

rugine

n.f.

 (chirurgia) raschiatoio (m.).

3 commenti:

pasquale ha detto...

Una curiosità: le parole che propone dove le "scova" e come le vengono in mente?
Con viva cordialità

Teo ha detto...

Mi permetta, ma certe volte la sua severità puristica è davvero eccessiva, e ricorda piuttosto quella del Lessico dell'infima e corrotta italianità di Fanfani e Arlia che il neopurismo di Migliorini. Non vedo soprattutto NESSUN motivo per censurare i francesismi adattati e ben acclimatati (o, se preferisce, acclimati) nella nostra lingua, soprattutto se essi sono di schietta origine latina. Ricordo che qualche tempo fa, seguendo le indicazioni di Aldo Gabrielli, anch'egli guardiano forse troppo intransigente della lingua, lei arrivò a censurare perfino un verbo di integrale origine latina come "eliminare", solo perché ci sarebbe arrivato tramite i cugini francesi. E allora? Altera forse le strutture fonotattiche e semantiche della lingua italiana come molti anglicisimi odierni? Non mi pare, tanto più che lo adoperò, come ricordai, niente meno che Alessandro Manzoni! E preferisce l'autorità del Gabrielli e di Fanfani-Arlia all'uso di Manzoni (e anche di Carducci e Croce)? Qui invece censura "brillare" usato in senso metaforico. Ebbene, come ricorda il Tommaseo (anche lui arcipurista) nel suo Dizionario della lingua italiana, se ne trova attestazione niente meno che in Giuseppe Parini:

BRILLARE Farsi ammirare per qualità rare, eccellenti. Parin. Mezzog. in Parin. Op. 1. 108. (Gh.) Indistinto ad ogn'altro il loco fia Presso al nobile desco; e s'alcun arde Ambizïoso di brillar fra gli altri, Brilli altramente.

E penso che l'autorità di Parini, che usa poi il verbo addirittura in poesia, sia sufficiente per renderlo pienamente legittimo. Io continuo a sostenere che anziché attardarsi a censurare i francesismi (e anche alcuni anglicismi di buon conio, come "ancestrale") adattati sarebbe meglio oggi perseguire una battaglia più mirata contro gli anglicismi non adattati o adattati malamente (come gli orribili "downloadare", "chattare", "bootstrappare", e compagnia brutta). Altrimenti si rischia di sembrare seguaci di un purismo nazional-sentimentale che verrebbe catalogato come una posizione di retroguardia e non contribuirebbe a un'oculata selezione di neologismi e forestierismi poco accettabili.

Beniamino ha detto...

Parole "supersante", Teo!