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domenica 19 febbraio 2017

La prognosi non è un reparto ospedaliero



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Chissà se riusciamo - una volta per tutte - a far "capire" agli operatori dell'informazione che la prognosi non è un reparto ospedaliero (come potrebbe essere ortopedia, ginecologia, cardiologia ecc.) ma la previsione circa il decorso di una malattia o di un trauma. Leggiamo sempre sulla stampa (o ascoltiamo nei notiziari radiotelevisivi) frasi del tipo "dopo il pauroso incidente il ferito è stato ricoverato in ospedale in prognosi riservata". È un' "idiozia linguistica" bell'e buona. In nessun ospedale esiste un reparto di prognosi. In lingua italiana, non cispadana, si deve dire "il ferito è stato ricoverato in ospedale con prognosi riservata". La prognosi riservata viene emessa dal sanitario quando non ha ancora acquisito elementi sufficienti per un responso definitivo. Non può fare, insomma, una "previsione" immediata circa il decorso e l'esito del trauma o della malattia. Il titolo su riportato, per tanto, è una offesa all'italico idioma.



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Gentile dott. Raso,
ho appena scaricato dalla rete il suo libro "Un tesoro di lingua": superlativo! Ho visto che ha scritto anche un altro libro in collaborazione con Carlo Picozza, giornalista di "Repubblica": «Giornalismo: Errori e Orrori». L'ho cercato in molte librerie ma non sono riuscito a reperirlo; sa dirmi dove posso trovarlo?
Grazie e complimenti per il suo prezioso blog.
Amedeo T.
Lecco
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Cortese Amedeo, provi nelle "librerie informatiche" (quelle che si trovano in rete, per intenderci) o, in alternativa, lo richieda direttamente all'editore Gangemi: via Giulia, 142  00186 Roma.



3 commenti:

Pasqualino ha detto...

Caro "Dott." Raso,
una castroneria sull'uso errato di prognosi ce la poteva risparmiare. Secondo lei, quindi, dire che "Giovanni è ricoverato con una prognosi di 20 giorni" è sbagliato?

Fausto Raso ha detto...

Gentile "amico", avrebbe potuto evitare di fare una figura "caprina" dimostrando di non capire ciò che legge. "Giovanni è ricoverato con una prognosi di 20 giorni" è frase "supercorretta" perché la "previsione" (prognosi) circa il decorso e la guarigione della malattia o del trauma è, appunto, di 20 giorni.

Anonimo ha detto...

Gentile dott.Raso,
quando leggo sui giornali o sento alla radio e in televisione "in prognosi riservata" mi vengono le convulsioni...