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martedì 3 gennaio 2017

Sbellicarsi dalle risa

Chi non ha mai adoperato questa locuzione che - come sappiamo - significa "ridere senza ritegno", "smoderatamente", "ridere senza riuscire a trattenersi"? Pochi, però, e non vorremmo "apparire" presuntuosi, conoscono l'origine del modo di dire. Donde viene, dunque? Dal verbo "sbellicare", di uso intransitivo e rimasto, oggi, solo nella locuzione suddetta e che letteralmente vale "rompere l'ombelico". Da "bellico" (ombelico) piú il prefisso  "s-", che indica separazione o allontanamento.  Colui che si "sbellica" dalle risa, quindi, quasi rompe - in senso figurato, naturalmente - l'ombelico. Sulla base di questo primitivo significato sono nate altre locuzioni che alludono alla strana sensazione di sentirsi scoppiare l'addome per un attacco di riso, come "tenersi la pancia dalle risate",  "scoppiare dal ridere" e simili.

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Due parole sulla congiunzione "nonché" o, in grafia analitica, "non che". Questa congiunzione, dunque, ha valore intensivo o rafforzativo e significando  "tanto piú", "tanto meno", "per di piú" ecc.  non può essere adoperata - con buona pace di alcuni vocabolari - nell'accezione di "e". Si leggono molto spesso sui giornali e si sentono nei notiziari radiotelevisivi  frasi del tipo: "Sono intervenuti il ministro nonché rappresentanti del mondo imprenditoriale". È chiaro come la luce del sole che in questo caso nonché sta a indicare "e", il suo uso, per tanto, è errato. È bene adoperata, invece, la congiunzione suddetta in frasi tipo: è un giovane intelligente nonché (per di piú) studioso.

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