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martedì 31 gennaio 2017

Io calàmito o calamíto?


Da "Domande e risposte" del sito Treccani:

Ho consultato due dei maggiori repertori di dizione italiana, il DOP suggerisce (io) calamìto, il Dipi (egli) calàmita[no]: qual è la giusta accentazione per le voci del verbo calamitare?

Il Dipi tiene conto delle pronunce reali diffuse nell'uso: la terza persona singolare dell'indicativo, si presta in effetti a una dissimilazione, nel timore probabilmente, da parte dei non pochi parlanti, di confondere il sostantivo calamita con la forma verbale omonima. Ma il verbo calamitare, nelle forme rizotoniche del presente indicativo, ha una normale accentazione piana (calamìto, calamìti, calamìta), come altri verbi della prima coniugazione pentasillabici per es. scaraventare, improvvisare). E il DOP registra la normalità della norma.

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La risposta - a nostro modestissimo parere - avrebbe dovuto essere piú "completa" (e articolata). Il presente indicativo del verbo in questione non ha tutte le sei persone nelle forme rizotoniche (con accentazione sulla  radice). Sono rizotoniche le prime tre e l'ultima. Sono arizotoniche (con accentazione sulla desinenza) la prima e la seconda plurale. Il verbo, per tanto, alterna l'accentazione (rizotonica o arizotonica) a seconda delle persone. Per concludere. L'infinito ha la forma arizotonica perché l'accento non cade sul tema, ma sulla desinenza (calamitàre). Non vediamo o meglio non capiamo, inoltre, il raffronto con i verbi scaraventare e improvvisare.

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Da un quotidiano in rete:


 Insulti e sputi a giocatore del Gambia 
da avversari durante partita Juniores


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Non sarebbe stato meglio se i titolisti avessero seguito le indicazioni del DOP (Dizionario di Ortografia e di Pronunzia)  che  indica il genere maschile per il fiume [il (fiume) Gambia] e il femminile per lo Stato [la (nazione) Gambia]?

Vediamo, anche, da "Sapere.it" (De Agostini):


Il suo territorio corrisponde a una sottile striscia valliva, incuneata nel Senegal, lungo il corso medio e inferiore del fiume Gambia. Colonia creata dagli inglesi in un'area interamente francofona per assicurare uno sbocco marittimo al mercato degli schiavi e ai prodotti dell'interno, la Gambia ha mantenuto i suoi confini artificiali anche con l'indipendenza (1965). Dal 1º febbraio 1982 al 30 settembre 1989 fu unita al Senegal nella Confederazione della Senegambia. Solo motivi di rivalità coloniale ne hanno fatto uno Stato a sé, separato dal Senegal, a cui è accomunato da fattori etnici, sociali ed economici. Nonostante l'esiguità della superficie, il Paese offre luoghi interessanti e sorprendenti, che ne fanno un "gioiello", al pari degli altri Stati della regione. Uno degli aspetti più interessanti è costituito dai suoi abitanti, dalla cultura e dalla piacevole atmosfera che ne caratterizza la vita di tutti i giorni. La Gambia rimane però un Paese arretrato, privo di risorse minerarie qualificate e praticamente senza industrie.


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