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mercoledì 4 gennaio 2017

Essi cadettero? Forma desueta ma corretta


Da Domande e risposte del sito Treccani:


In una diretta radiofonica ho sentito un parlamentare in un'interrogazione dire: "cadettero numerosi cittadini". Credevo di avere sentito male, ma purtroppo non è così. Sbaglio... o sbaglia?

 Vorremmo che gli italiani da noi scelti per rappresentarci nei più alti consessi sapessero tenere a bada la lingua (la propria) e rispettare la lingua nazionale (la nostra). Il panorama è sconfortante: davvero con gli strafalcioni eiettati nell'etere dalle labbra oppure digitati sulle tastiere dei dispositivi elettronici dai ministri e dai parlamentari negli ultimi vent'anni si potrebbe mettere insieme un dizionario della linguaccia italiana.

Cadere è un verbo irregolare della seconda coniugazione e al passato remoto non può fare altro che caddi,cadesti, cadde (e non cadette) e alla sesta persona caddero e non cadettero. Forse l'interrogante si è confuso, ricordando le forme regolari della seconda coniugazione, come dovettero o sedettero o godettero e simili. Una confusione che non ci conforta.
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 Condividiamo le considerazioni. Abbiamo qualche riserva, invece, sulla risposta. Alcuni “linguisti” strabuzzeranno gli occhi: “cadettero” non è forma errata, ma desueta e si ritrova in numerose pubblicazioni del passato. La desinenza della terza persona plurale del passato remoto dei verbi in “-ere” (quelli della II coniugazione) è tanto “-ereno” quanto “-ettero” (crederono e credettero).  La forma “caddero”, la piú adoperata, si ha per analogia con la terza persona singolare e irregolare cadde. Le forme  caderono e cadettero, quindi, anche se non adoperate comunemente, non si possono considerare errate. È preferibile non usarle, comunque, nella lingua "moderna".

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A nostro modestissimo avviso il nuovo "test" proposto dalla Crusca in collaborazione con la Repubblica non ha nulla che vedere con la conoscenza (corretta) dell'italico idioma. Giudicate voi.

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