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lunedì 5 dicembre 2016

Ovunque: il suo uso corretto


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Gli amatori della lingua italiana non adoperino l'avverbio "ovunque" nel significato di "dappertutto", come nel titolo di un giornale in rete. Dovunque (o ovunque) è un avverbio relativo di luogo e in quanto tale non è corretto adoperarlo assoluto (da solo), anche se c’è l’ “imprimatur” di qualche vocabolario. Deve essere seguito da un verbo (verrò ‘ovunque’ tu vada) e non deve essere adoperato nell’accezione di “dappertutto”. È scorretto dire, perciò, c’era polvere ‘dovunque’. Ecco ciò che dice in proposito il linguista Aldo Gabrielli:
Avverbio di luogo, vale propriamente “in qualunque luogo dove...”; ed è relativo, regge sempre un verbo; sarà quindi bene usato in frasi come: “Dovunque c’è un fiume c’è nebbia”; “Lo troverò dovunque io vada” e simili. Molti invece lo usano malamente nel significato compiuto di “dappertutto, in ogni luogo”; per esempio: “Lo troverò dovunque”; “Dovunque era solitudine”; diremo: “Lo trovo in ogni luogo”; “Dappertutto era solitudine”. Sono sottigliezze, ma costa poca fatica rispettarle. E lo stesso dicasi per ‘ovunque’, che ha il medesimo significato. Viene smentito, però (come consuetudine, ormai), dai revisionisti del suo pregevole vocabolario: dovunque
[do-vùn-que]  avv.
1 In qualunque luogo dove (con valore relat.): andrò d. tu voglia.
2 Dappertutto, in ogni luogo: lo trovo d.; d. era silenzio. Naturalmente snobbiamo ciò che riporta il vocabolario ritoccato.
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La parola proposta da questo portale: accapacciare. Provare un forte mal di testa. Per la composizione del verbo - non a lemma in tutti i vocabolari - si veda qui.


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