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giovedì 1 dicembre 2016

Drastico, il suo uso corretto




Probabilmente qualche lettore amante del bel parlare e del bello scrivere non concorderà su quanto stiamo per scrivere, ma ci facciamo forti della “democrazia” anche in campo linguistico. Molto spesso si fa un uso “abusivo” dell’aggettivo drastico,  sarebbe necessario, quindi, che tutti conoscessero il suo... impiego originario. Vediamo, intanto, la sua origine. Viene dal greco “drastikòs”, tratto da “dran” (agire). Drastico significa, per tanto, “che agisce con efficacia”. Per il suo significato fu adoperato, in origine, in campo medico: è un drastico medicinale, per evidenziare, appunto, la sollecita efficacia. In seguito se ne fece un uso metaforico non condiviso da Alfredo Panzini il quale sosteneva, per l’appunto, che i “drastici” provvedimenti presi gli sembravano un po’ troppo metaforici. Se drastico significa, infatti, “che agisce con efficacia” non si può dire che i provvedimenti sono “drastici” fino a quando non se ne vedono gli effetti. Ma questo ragionamento, forse, è un po’ troppo cavilloso perché significa voler cercare, a tutti i costi, il classico pelo nell’uovo. L’abuso (potremmo dire “errore”?) nasce quando all’aggettivo drastico si vuol dare il significato di notevole: c’è stato un “drastico” (notevole) aumento delle bollette telefoniche. Oppure quando si adopera il suddetto aggettivo come sinonimo di severo. Basterebbe - prima di scrivere o di parlare - riflettere un attimo (non attimino, per carità!) sul significato delle parole da usare (ricorrendo, eventualmente, all’ausilio di un buon vocabolario, uno di quelli con la “V” maiuscola) per non incappare in inesattezze o in errori che alcune volte rasentano il ridicolo: la situazione meteorologica è drastica; ancora mal tempo dalle Alpi alla Sicilia. Abbiamo esagerato anche questa volta?  I vocabolari, purtroppo, non sono tutti dalla nostra parte. Si veda anche qui.



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In conformità di...

In questi giorni "referendari" stiamo "assistendo", in tutti i dibattiti televisivi,  a un uso tremendamente errato della locuzione "in conformità...": «tutto deve essere fatto in conformità con...». La predetta locuzione avverbiale si costruisce con la preposizione, semplice o articolata, "di" (non 'con'): tutto è stato fatto in conformità di quanto previsto dalla legge. Qualche vocabolario, però... Ma tant'è.

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