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martedì 29 novembre 2016

Bada come scrivi o bada a come scrivi? (2)

A proposito di "bada come scrivi" o "bada a come scrivi", pubblichiamo un interessantissimo articolo del  prof. Salvatore Claudio Sgroi.

"BADA (A) COME SCRIVI E (A) COME PARLI!"

Salvatore Claudio Sgroi *

 "Bada a come scrivi", con la "a" aggiunta sopra la riga dopo "Bada" a sottolineare la frase corretta rispetto al possibile "Bada come scrivi", è il titolo di un recentissimo volumetto di dubbi linguistici co-edito dall'Accademia della Crusca e da "la Repubblica". Il che offre lo spunto per dar conto del costrutto con le due varianti, che non è stato analizzato nel testo.  Il primo problema che si pone il lettore comune è: "qual'è la forma corretta?". Risposta: "elementare!" (direbbe Watson). Si tratta di forme entrambe corrette. Per più ragioni. In primo luogo le due forme oscillano in bocca a uno stesso parlante (mediamente acculturato), e non si tratta di usi di "italiano popolare" delle classi incolte. Il parlante potrebbe solo trovare una delle due (per es. il "Bada come scrivi") più "naturale". In secondo luogo, non c'è nessuna ambiguità di significato. In terzo luogo l'esistenza delle due varianti è documentata nell'uso di illustri letterati, come si rileva nel CD-Rom della LIZ/BIZ "Letteratura/Biblioteca Italiana Zanichelli" ricca di 1000 testi letterari dalle origini a metà Novecento (2010) e nel "Primo tesoro della lingua letteraria italiana del Novecento", 100 testi del Premio Strega del sessantennio 1947-2006, a cura di T. De Mauro (2007). Esempi di "Bada come parli" (del tutto equivalente a "Bada come scrivi") sono infatti documentati in 5 autori con 12 esempi (De Roberto 1891, Pirandello 1895, 1916, 1920, 1922, 1923, 1930, 1930b, Tozzi 1921, I. Calvino 1950, 1950b, Eco 1981). A fronte di 4 autori con 5 esempi di "Bada a come parli" (Pirandello 1927, Berto 1947, Morante 1957, 1957b, La Capria 1961). Si noterà la compresenza in uno stesso autore come Pirandello. Quanto all'avallo dei dizionari, il lettore a parte qualche dizionario che tralascia il costrutto (De Mauro 2000, Gradit 2007, Devoto-Oli 2014), trova testi che registrano o l'uno o l'altro costrutto (e sotto "parlare" anziché sotto "badare" o "come"). Registrano infatti il costrutto senza la preposizione "Bada come parli" 7 dizionari: il "Grande dizionario" storico del Battaglia (1984), il "Diz. Enciclopedico Italiano" (1958), il "Lessico Universale Italiano" (1976), il Duro della Treccani (1989) con il Treccani di Simone (2005), il Palazzi-Folena (1992), il De Felice-Duro (1993). Registrano la forma "Badi a come parli" 4 dizionari: Sabatini-Coletti (2007), Gabrielli-Hoepli (2007), Garzanti (2013), Zingarelli (2016). Solo il Dardano (1981-82), in maniera descrittivamente ineccepibile, indica le due possibilità: "bada (a) come parla!". Più delicato è invece scoprire la "grammatica" alla base dei due costrutti, entrambi corretti, con e senza "a". Analogo è il caso dei sinonimi "attento (a) come parli", "attenzione (a) come parli"; "guarda (a) come parli".  Il "come" vale "in che modo" e può introdurre come avverbio: 1) le interrogative dirette o le esclamative, es. "come [= in che modo] si è comportato?/!", e 2) le interrogative indirette, es. "dimmi come (= in che modo) hai fatto". Da qui: "Bada come (= in che modo) parli".  Ma "come", in quanto congiunzione relativa, significa anche "il modo in cui". Da qui: "Bada a come (= al modo in cui) parli".  Analoghi valori semantici e sintattici assume pure, va rilevato, il costrutto con "dove": 1) "dove", avverbio interrogativo es. "Bada dove (= in quale luogo) metti i piedi!"; e 2) "dove", congiunzione relativa, es. "Bada a dove (= al luogo in cui) metti i piedi". 
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* Docente di linguistica generale presso l'Università di Catania.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Dottor Raso,

nel testo della dotta spiegazione del professor Sgroi mi par di notare un apostrofo di troppo nella frase “qual è la forma corretta?"

Un cordiale saluto e grazie infinite per la sua paziente opera volta a un corretto uso della nostra meravigliosa lingua.

Gianni

Fausto Raso ha detto...

In un suo articolo il prof. Sgroi spiega dettagliatamente il perché della forma apostrofata (qual'è).
FR