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mercoledì 26 ottobre 2016

Lettera aperta alla redazione del vocabolario Treccani


Gentile Redazione, tempo fa avevamo segnalato un "errore" riscontrato nel vocabolario al lemma "defatigare" dove si legge che "defaticare" (con la "c") è variante poco comune. Non è esatto, anche se altri vocabolari cadono nel vostro stesso... errore. I due verbi hanno significati distinti, non sono sinonimi e lo specificano chiaramente il Sandron, il Devoto-Oli  e il Gabrielli. Defatigare è pari pari il latino "defatigare", composto con  "de" (particella "rafforzativa") e "fatigare", stancare, spossare, affaticare e simili. Defaticare, invece, è composto con la particella "de", che indica "allontanamento" e il sostantivo fatica ("che allontana, che toglie la fatica"). Defatigare, dunque, è un deverbale; defaticare un denominale, con significati completamente diversi. Stupisce il constatare che l'autorevole e prestigioso vocabolario Treccani non faccia distinzioni di sorta tra i due verbi... Con la speranza che questa missiva sia presa nella dovuta considerazione, porgiamo i nostri piú rispettosi ossequi. F.R.

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Da un quotidiano in rete:


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A nostro modo di vedere la preposizione "di" andrebbe cambiata in "da".
Bruxelles non è una persona. [Arrivata la lettera (inviata) da Bruxelles].






4 commenti:

Remo ha detto...

Il titolo mi sembra corretto, è un banale caso di metonimia.

Fausto Raso ha detto...

Sí, è una metonimia. Resto dell'idea, però, che sarebbe stata piú appropriata (per non dire "piú corretta") la preposizione "da".

Giuseppe ha detto...

Vuol dire quindi che la metonimia sarebbe poco corretta?

Fausto Raso ha detto...

No, no, la metonimia è correttissima; non ritengo "molto corretto" - in questo caso - l'uso della preposizione "di".