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giovedì 22 settembre 2016

Una bella revalenta

Pregiatissimo dott. Raso,
 ho scaricato da Internet il suo prezioso libro "Un tesoro di lingua": superlativo! Ne approfitto per un quesito. Sfogliando un vecchissimo libro trovato mentre "rovistavo" nella soffitta  mi sono imbattuto in un termine mai sentito e "sconosciuto" anche ai vocabolari che ho consultato: revalenta. Le riporto la frase in cui compare il termine in questione: «Caro amico, suo figlio ha bisogno di una bella revalenta». Che lei sappia esiste questo vocabolo? E che cosa significa? Grazie se prenderà in considerazione la mia richiesta. In attesa la saluto cordialmente.
 Stefano G.
Macerata
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Gentile amico, grazie di cuore per il suo "superlativo!". Sí, il vocabolo esiste, anche se non a lemma nei vocabolari e indica un alimento a base di farina di lenticchie. Lo riporta solo il vocabolario di Ottorino Pianigiani.
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Per la serie "la lingua biforcuta della stampa":
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I titolisti del giornale in rete dovrebbero sapere che ci si incontra con qualcuno, non con qualcosa (Coni). Leggiamo dal vocabolario Gabrielli:
 incontro1
[in-cón-tro]
s.m.

1 Azione e risultato dell'incontrare o dell'incontrarsi con qualcuno: fu un i. casuale; è stato un i. piacevole
|| raro Ciò che si incontra
|| Fare un brutto incontro, imbattersi in un malintenzionato o in una persona sgradita

2 Riunione, convegno, raduno: un i. al vertice; l'i. annuale dei soci del circolo
|| Appuntamento: ritardare all'i.





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Dallo stesso giornale:


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Toglieranno quell'intrusa "i"?
 
 

 

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