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lunedì 4 luglio 2016

Prognosi e diagnosi

Da un quotidiano in rete:



Siamo stati accusati di censurare sempre la lingua "biforcuta" della carta stampata e no. Ma come facciamo a chiudere un occhio davanti a simili strafalcioni linguistici? La prognosi non è un reparto ospedaliero come lo è, per esempio, "ortopedia", "cardiologia" ecc.: il paziente è stato ricoverato "in" ortopedia. La prognosi, come si può leggere in un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana, è la «previsione sul decorso e sull'esito di una malattia: fare una prognosi; prognosi benigna». Il titolo corretto, dunque, avrebbe dovuto essere: "La donna è ricoverata CON prognosi riservata". La "prognosi riservata" viene emessa quando i sanitari non hanno elementi sufficienti per dare un responso definitivo. E visto che siamo in argomento vediamo la differenza tra la diagnosi e la prognosi perché, molto spesso, i due termini si confondono. La diagnosi è l' "individuazione" di una patologia, la prognosi (come abbiamo visto) "indica" la durata e l'esito di una malattia o di un trauma.
 
 
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La parola, di ieri, proposta da "unaparolaalgiorno.it": dapifero.

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