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venerdì 22 aprile 2016

Cartelli "plurilingue" o "plurilingui"?

C'è qualche lettore - dopo aver letto il titolo che fa bella mostra di sé nella prima pagina di un quotidiano in rete - disposto ancora ad accusarci di "vilipendio linguistico" verso gli organi d'informazione (giornali e notiziari radiotelevisivi)?




L'aggettivo "plurilingue", non ci stancheremo mai di ripeterlo, sulla scia degli aggettivi della II classe nella forma plurale muta la desinenza "-e" in "-i": facile/facili; grande/grandi; plurilingue/plurilingui. Sí, l'aggettivo in questione essendo composto con il prefisso "pluri-" e il sostantivo "lingua" nel plurale dovrebbe mutare la "a" in "e": plurilingua/*plurilingue. Le cose non stanno affatto cosí perché  non esiste un singolare "plurilingua". Il singolare corretto, dunque, è plurilingue sul modello di "bilingue", quest'ultimo tratto dal latino bilingue(m) il cui plurale è "bilingui" essendo un aggettivo della seconda classe. Il DOP, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia, non ha dubbi in proposito. Il titolo corretto, dunque, è: cartelli plurilingui.
 
Ma non è finita. Sempre dal  medesimo giornale altro titolo, altra smarronata ortografica:

Unioni civili, pic-nic
per i diritti con le famiglie arcobaleno: "In piazza per il futuro dei nostri figli"
 
 
Il barbarismo in questione (pic-nic) si scrive in grafia univerbata: picnic, come riportano i maggiori vocabolari dell'uso. Vediamo, in proposito, il Treccani: picnìc s. m. [dall’ingl. picnic pìknik›, che a sua volta è dal fr. pique-nique, comp. di piquer nel senso di «spilluzzicare» e prob. di un ant. nique «piccola cosa di scarso valore»]. – Colazione, merenda fatta all’aperto, durante una gita: un p. sull’erba. Per estens., la gita stessa: andare a fare un picnic con gli amici.








 
 


 
 
 
 
 
 
 
 


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