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giovedì 14 gennaio 2016

«Gli autoblindi»

Abbiamo avuto bisogno di un cardiotonico quando - qualche giorno fa - su un giornale di provincia (ma che "fa opinione") abbiamo letto che, per un'esercitazione militare, la città era stata invasa dagli autoblindi. Il cronista non ha avuto dubbio alcuno: autoblindo, sostantivo terminante in "-o" è maschile e, in quanto tale, nella forma plurale muta la desinenza "-o" in "-i". Come si dovrebbe sapere, invece, il sostantivo in oggetto è di genere femminile essendo la forma  troncata di "autoblindomitragliatrice". Poiché abbiamo la mania di "potare" le parole, da "autoblindomitragliatrice" sono stati fatti nascere i termini "autoblindo" e "autoblinda", entrambi femminili,  come la parola madre che li ha partoriti. I problemi sorgono quando si deve fare il plurale se non adoperiamo la parola madre in quanto va da sé che il plurale è, regolarmente, "autoblindomitragliatrici". Per le forme accorciate - fermo restando il fatto che sono sempre di genere femminile, anche se qualche vocabolario dà maschile "autoblindo", occorre fare un distinguo: autoblindo resterà invariato, le autoblindo, sul modello di "le radio", "le moto", "le foto" ecc. Autoblinda, invece, prenderà la normale desinenza plurale "-e": le autoblinde. Per evitare dubbi e  non incorrere in strafalcioni come "gli autoblindi", non sarebbe meglio dire e scrivere un' "autoblindata con mitragliatrice", con il normale plurale? C'è anche da dire, però, che molti dizionari non sono d'aiuto nel dissipare il dubbio che inevitabilmente ti assale quando devi pluralizzare il sostantivo in oggetto. Uno dei tanti vocabolari che abbiamo consultato riporta: «autoblinda (o autoblindo), sostantivo femminile»; non specifica, però, che la forma in parentesi (autoblindo) nel plurale resta invariata. Ma tant'è. Forse pretendiamo troppo dai dizionari, che non possono sopperire a tutte le "deficienze linguistiche", questo è compito della scuola. E la scuola odierna (e l'università), non ci stancheremo mai di ripeterlo, non sempre ha docenti degni di tale nome. Una riprova? Un'amica giornalista ci ha raccontato, in proposito, una cosa che ci ha lasciato senza parole: una sua insegnante di lettere le spiegò la "regola del qual è" a modo suo. Qual è, si sa, è un troncamento, quindi non si apostrofa. Per la docente, invece, si apostrofa davanti ai sostantivi femminili: qual'è la tua penna? Se questi sono i "pilastri" della scuola non lamentiamoci, poi, se i giornali sono pieni di strafalcioni.

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