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martedì 15 dicembre 2015

Dal Campidoglio alla rupe Tarpea

Il modo di dire che avete appena letto è affine all'altro - indubbiamente piú conosciuto - "dalle stelle alle stalle" il cui significato è intuitivo: dalla gloria alla rovina. L'espressione si riferisce a una persona che, dopo aver goduto del massimo successo e dei massimi onori, cade in disgrazia. Nel Campidoglio - come si sa - venivano invitati i condottieri  vittoriosi per ricevere gli onori e, in tempi un po' meno remoti dell'antica Roma, vi venivano "incoronati" con l'alloro i poeti. Salire sul colle capitolino era, insomma, il massimo dell'onore che si potesse ricevere. Dalla rupe Tarpea che scendeva a picco dal Campidoglio venivano gettati, invece - sempre nell'antica Roma - i figli gracili o indesiderati e i traditori. Con il trascorrere del tempo, e in senso figurato, la locuzione ha acquisito il significato su detto.

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Ci spiace ma non possiamo non segnalare una "perla" del vocabolario Devoto-Oli. Per questo dizionario areoporto è corretto al pari di aeroporto. Il DOP, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia, è chiarissimo in proposito: solo aeroporto è grafia corretta. Il motivo? Tutti i sostantivi con il prefisso aer(o)- non prendono mai la "e", quindi non aerEonautica ma: aeronautica, aerostazione, aerare ecc. Si veda anche qui.

1 commento:

Ines Desideri ha detto...

Caro dottor Raso,
il nome “rupe Tarpea” deriva dalla leggenda che narra le guerre di Roma contro i Sanniti (IV-III secolo a.C.), alleati dei Sabini.

Secondo il racconto “il Ratto delle Sabine” - tramandatoci da Tito Livio - il Campidoglio sarebbe stato conquistato dai Sabini a causa del tradimento della romana Tarpea, che avrebbe aperto le porte della città agli invasori, in cambio di tutto ciò che i soldati portavano sul braccio sinistro, mirando forse al possesso di anelli e bracciali d’oro.
I Sabini avrebbero risposto all'aiuto loro offerto dalla traditrice, sommergendola con gli scudi che impugnavano con il braccio sinistro. La fanciulla sarebbe stata poi gettata dalla rupe che tuttora porta il suo nome.

Molto probabilmente, invece, Tarpea era una divinità tutelare della collina: “Mons Tarpeium” è infatti il nome più antico del Campidoglio.
La statua di questa divinità, rappresentata come eretta su una catasta di armi, potrebbe aver dato origine alla leggenda della traditrice Tarpea.
Certamente nell'antichità un precipizio della collina era conosciuto con il nome di “saxum Tarpeium” (“rupe Tarpea”) e da esso venivano gettati i rei di tradimento, consuetudine attestata dai tempi più antichi fino al I secolo dell’Impero.

Lo storico Plutarco racconta che i neonati affetti da malformazioni fisiche venivano abbandonati sul monte Taigeto, situato nei pressi di Sparta, perché ritenuti incapaci di resistere alla severa educazione militare imposta dalla cultura spartana.

Il modo di dire da lei proposto ("Dal Campidoglio alla rupe Tarpea"), inteso come "dalle stelle alle stalle", "dalla gloria alla rovina", invita a dedurre che "i figli gracili o indesiderati", nell'antica Roma, non venissero gettati dalla rupe Tarpea, poiché - data la tenerissima età - non potevano "aver goduto del massimo successo e dei massimi onori".

Cordialmente
Ines Desideri