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giovedì 12 novembre 2015

Perché "libriccino"?

Pregiatissimo dott. Fausto Raso,
 mi è capitato tra le mai, ero a casa di un amico, il suo prezioso manuale "Giornalismo. Errori e orrori. Per non essere piantati in Nasso dall'italiano", sfogliandolo ho scoperto che il diminutivo di libro è "libriccino", non libricino, come ho sempre detto. Vorrei conoscere il motivo di questa doppia "c". La ringrazio in anticipo e le faccio i miei complimenti per il suo interessantissimo blog sul buon uso della lingua italiana.
Marcello F.
Altavilla Vicentina

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Cortese Marcello, la ringrazio per i suoi complimenti (fanno sempre piacere), quanto al suo quesito la risposta è semplicissima. Il diminutivo di libro è "libriccino" perché nella pronuncia ha subito l'influenza della "parlata" meridionale che, al contrario di quella settentrionale, veneta in particolare, tende al raddoppiamento delle consonanti. La pronuncia si è poi cristallizzata anche nella grafia. È lo stesso caso dei verbi "piacere", "giacere" e "tacere" che nella prima persona plurale del presente indicativo e congiuntivo raddoppiano la consonante: piacciamo (piaciamo), giacciamo (giaciamo), tacciamo (taciamo).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...semplicemente perchè è il diminutivo di un termine desueto come "libriccio", (per delucidazioni, chiedere a Quinto Orazio Flacco).

Fausto Raso ha detto...

Caro anonimo,
può darmi il numero di telefono di Quinto Orazio Flacco? Grazie.