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mercoledì 18 novembre 2015

Partire per i monti della Luna

Non sappiamo - e lo diciamo con la massima sincerità - se il modo di dire che avete appena letto è ancora in uso nella nostro idioma o se sia stato relegato nella "soffitta della lingua". Sappiamo invece - e con la massima certezza - che l'espressione si adopera (o si adoperava?) per indicare un viaggio lunghissimo verso un luogo favoloso e difficile da raggiungere; una volta arrivati, però... La locuzione - con uso figurato - si fa risalire a una ipotetica catena di monti che gli antichi esperti geografi collocavano al centro del continente africano, sembra vicino all'Equatore, e dalla quale ritenevano nascesse il Nilo. L'immaginazione popolare voleva che dalle viscere di questa catena si potesse estrarre oro o argento. C'è da dire, per la cronaca, che la convinzione che questi "monti" esistessero realmente fu viva fino a due secoli fa.

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Sopra – questa preposizione impropria si unisce direttamente al sostantivo tramite l’articolo: salì sopra il tetto. Quando accompagna un pronome personale richiede le preposizioni di o a: abita sopra a noi; la cosa ricadrà sopra di voi.

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Urlare – verbo transitivo. È errato l’uso intransitivo nell’accezione di disapprovare, contestare e simili. Non scriveremo, quindi: il politico fu urlato dalla piazza, ma, correttamente, fu contestato.

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Zecca - sostantivo femminile polisemico. Indica, ovviamente secondo il contesto, l'officina dove si coniano le monete e un insetto simile alla cimice: attacca gli animali, cani e pecore in particolare, e succhia loro il sangue.

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