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lunedì 16 novembre 2015

Non dare né in sette né in sei

Il modo di dire che avete appena letto si tira in ballo quando si vuol mettere in bell'evidenza il fatto che una persona fa qualcosa d'improduttivo, inutile, che non serve a nulla. Si dice di una persona, insomma, che non conclude  alcunché di positivo, che non fa nulla di buono. L'espressione - forse è superfluo ricordarlo - proviene dal gioco delle carte, in particolare dalla scopa - e gli "scopisti" accaniti potrebbero confermarlo - dove i "sei" e i "sette" sono indispensabili per calcolare il punteggio della primiera. E sempre in tema di "sette", i lettori toscani dovrebbero conoscere l'espressione "essere un sette dormienti", essere, cioè, una persona addormentata, un po' stupida o - come si direbbe oggi - leggermente "ritardata mentale". La locuzione si adopera nel linguaggio popolare toscano nei confronti di chi - per indolenza - non vuol far lavorare la propria intelligenza e fa riferimento a una antichissima  leggenda - sembra del V secolo d.C. - citata da moltissimi autori (ne parla anche il Corano) nella quale si narra di sette cristiani che dormirono in una caverna per alcuni secoli - si dice sette - e al risveglio operarono cose strabilianti. Di qui, per l'appunto, il modo di dire.

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Senza meno - errato l'uso di questa locuzione nell'accezione di certamente, senza dubbio, sicuramente e simili. Diremo, correttamente: gli parlerò sicuramente, non senza meno.

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Sisma – è preferibile sismo, più vicino al termine greco dal quale proviene.

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Io trasalo, secondo il coniugatore verbi del sito "Virgilio", è la prima persona singolare del presente indicativo di "trasalire". Si clicchi qui e si digiti il verbo. C'è veramente da... trasalire. A scanso di equivoci, la forma corretta è io trasalisco.






 
  





 
 
 


 




 

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