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venerdì 27 novembre 2015

Amputare e imputare

«L'uomo è amputato di due rapine e di sequestro di persona».  Incredibile, ma   proprio cosí scriveva  un giornalino locale, che non menzioniamo per carità di patria. Il giornalista estensore dell'articolo ritiene, probabilmente, che "amputare"  sia una variante di "imputare" in quanto cambia soltanto la vocale iniziale. Non è cosí, naturalmente; i due verbi, entrambi della prima coniugazione, hanno significati diversi:  il primo (amputare) vale, come si può leggere in  un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana, "tagliare, asportare mediante operazione chirurgica" (amputare un piede); il secondo (imputare) sta per "accusare, incolpare, incriminare" (l'uomo è imputato di appropriazione indebita). I suddetti verbi, però, hanno la medesima radice latina "putare" e qui, probabilmente, la confusione tra i due. Vediamo, per tanto, la differenza affidandoci a Ottorino Pianigiani. Si clicchi su amputare e imputare.

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La parola (di ieri) proposta da "unaparolaalgiorno.it": supercazzola.
Ci corre l'obbligo di correggere questa frase: «... il numero di comici che ha ricorso a...». In questo caso il verbo "ricorrere" è adoperato intransitivamente e si coniuga con l'ausiliare "essere" (il numero di comici che è ricorso).
(I curatori del sito in oggetto hanno provveduto ad apportare la correzione).

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Un'altra perla del vocabolario Gabrielli "ritoccato" (in Rete):

ossequente
[os-se-quèn-te]
non corretto ossequiente
agg. (pl. -ti)
Che porta ossequio; ubbidiente, rispettoso: giovani ossequienti ai loro maestri; essere o. alle leggi
I "ritoccatori" specificano, correttamente, che la forma con la "i" (ossequiente) è errata, ma l'esempio...

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La parola del giorno dello Zingarelli: discordare.

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