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mercoledì 21 ottobre 2015

Osservazioni linguistico-ortografiche (2)

Cotto e cociuto – entrambi i termini sono participi passati del verbo cuocere. Il primo si adopera in senso proprio: il risotto è cotto; il secondo si usa in senso figurato con l’accezione di indispettito e simili: la tua osservazione mi è cociuta (mi ha indispettito).




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Picnic - si scrive in grafia unita. Non pic-nicpic nic.


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Quotare - si sconsiglia l'uso di questo verbo nell'accezione di giudicare, stimare e simili. Diremo, quindi, che quel cantante è molto apprezzato, non quotato.

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Presenziare - verbo transitivo e intransitivo. La forma transitiva è preferibile: presenziare un convegno.

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Sinceri auguri - espressione ridicola (e ipocrita). L'aggiunta dell'aggettivo sinceri fa pensare che altre volte gli auguri non sono stati... sinceri. Gli auguri sono auguri. Punto.

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Legge in vigore - altra espressione ridicola. Spesso si legge (e si sente nei notiziari radiotelevisivi) che l'imputato è stato condannato "secondo la legge in vigore". Quale magistrato applica una legge non piú in vigore? Si dirà: l'imputato è stato condannato secondo quanto prevede la legge.

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Gala – sostantivo femminile; improprio usarlo nella forma maschile: tutta la nobiltà era presente alla grande gala. Errata la grafia con la seconda a accentata (galà).

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Omicidio - si legge e si sente dire, spesso, l'omicidio di Moro (e simili). L’espressione ci sembra impropria: l'ucciso non ha commesso l'omicidio (come ci farebbe pensare la preposizione "di"), lo ha "subìto". Si consiglia di omettere la preposizione di e scrivere: omicidio Moro (oppure l'assassinio di Moro).

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La parola proposta da questo portale la prendiamo dal Treccani: pascibietola.*

* In proposito ci sembra inverosimile che il Carducci abbia scritto filologhi e non filologi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho commenti da fare su quanto ha scritto, ma colgo l'occasione per ringraziarla delle sue preziose noterelle, anche se non sempre la penso come lei (il che, naturalmente, non significa che abbia ragione io).
Con i miei migliori saluti,
EM

Fausto Raso ha detto...

Cortese EM,
sono io che ringrazio lei per l'assiduità nel seguirmi.
Cordialmente
FR

Ines Desideri ha detto...

Caro dottor Raso,
mi permetta di esprimere la mia opinione riguardo a "sinceri auguri" e al carducciano "filologhi".

Non trovo affatto ridicola e ipocrita l'espressione "sinceri auguri": a mio avviso, lo sarebbe se vi leggessimo "l'intenzione della menzogna", ma perché perdersi nei meandri delle congetture, anziché dare al bel vocabolo "sinceri" - gradevole anche se unito agli "auguri" - il suo reale significato?
Ci illudiamo, forse, che espressioni come "sentiti/cari/affettuosi,..." siano realmente e sempre sincere?
"Gli auguri sono auguri. Punto.": questo è sicuro, eppure - soprattutto in occasione di particolari ricorrenze o circostanze - tutti avvertiamo il desiderio di 'rafforzare' l'intensità dei nostri sentimenti di buon auspicio, adoperando un aggettivo.
Qualunque esso sia, purché sinceramente provato, dunque.


Non trovo "inverosimile che Carducci abbia scritto filologhi e non filologi": il "Vocabolario della Lingua Italiana già compilato dagli Accademici della Crusca" (1836) riporta "filologhi" come voce corretta.
Non escluderei che G. Carducci (1835-1907) si sia semplicemente attenuto alle indicazioni dei vocabolari dell'epoca.

Cordiali saluti
Ines Desideri

Anonimo ha detto...

Buonasera, Le faccio (sinceri) complimenti per il sito che trovo interessante sia per momenti di svago che
, in alcuni casi, anche per questioni professionali.

Mi permetta, tuttavia, di segnalare un errore... Il modo di dire "legge in vigore" è corretto e sottolineare l'essere in vigore di una norma non è uno dei vezzi che usiamo noi tecnici del diritto per "darci un tono"...e pure ce ne sono tanti.

Non sempre, infatti, trova applicazione la norma in vigore al momento del giudizio, al contrario è generalmente applicata la legge in vigore al momento in cui un determinato fatto giuridico si è verificato e ciò per consentire ai consociati di conoscere le conseguenze giuridiche dei propri comportamenti. Proprio per questo motivo non è infrequente trovare, nei provvedimenti giurisdizionali locuzioni come " ai sensi della normativa vigente al momento del..."

Confidando che non interpreterà il mio quale intervento spocchioso, la saluto cordialmente .