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martedì 27 ottobre 2015

Il pànico e il paníco

Si presti attenzione al vocabolo in oggetto perché cambia di significato e di plurale secondo la posizione dell'accento. Quando questo cade sulla "a" (pànico) il termine assume l'accezione di paura, di terrore e nel plurale muta la "o" in "i": pànici; quando cade, invece, sulla "i" (paníco) il termine sta per "becchime per uccelli" e nella forma plurale prende la desinenza "-chi": paníchi. Stupisce il constatare che "Sapere"  (De Agostini) dia il plurale "-ci" per entrambi i termini, non facendo, quindi, distinzione alcuna disattendendo una regola grammaticale. Tale regola stabilisce che - in linea generale - i sostantivi in "-co" nella forma plurale mutano la desinenza "-co" in "-chi" se hanno l'accentazione piana, se l'accento tonico cade, cioè, sulla penultima sillaba; ed è il caso, appunto di paníco

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