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martedì 16 giugno 2015

L'«arte magirica»

Cortesi lettori, quando invitate i vostri amici al ristorante assicuratevi, prima, che nel locale scelto sia rispettata in tutto e per tutto l' "arte magirica", arte che non ha nulla che vedere con la... magía. Molte persone, probabilmente, sentiranno per la prima volta il termine "magirica" perché non è registrato nei comuni vocabolari dell'uso. Cos'è, dunque, quest'arte? È l'arte, potremmo dire, della buona cucina. Leggiamo nel vocabolario del Tommaseo-Bellini: «Agg. Dal gr. Μάγειρος, Cuoco, Appartenente a cuoco. Magira leggono in Cat.; Magiriscium è in Plin., cuochetto, sguatterello; in un'iscr. Magirus. Pros. fior. par. 3. v. 1. p. 91. (Gh.) Mill'altre insomma delicate e sontuose vivande, ultimo sforzo dell'arte magirica,…».

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Verso –  non si costruisce mai con la preposizione di, tranne che, a seconda del gusto di chi scrive, con i pronomi personali: corse verso casa; venne verso (di) noi.

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La parola del giorno proposta da "unaparolaalgiorno.it": conturbante.

 








 
 
 


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