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lunedì 11 maggio 2015

Toujours perdrix! (Sempre pernici!)

I lettori che ci onorano della fiducia e ci seguono con assiduità ci perdoneranno - siamo sicuri - se in un sito che si occupa del corretto uso della lingua italiana tratteremo una locuzione barbara (nella fattispecie francese). Come! - griderà qualcuno - costui ha sempre lanciato anatemi contro coloro che usano i barbarismi e adesso ce ne "propina" uno! Tranquilli, amici, non rinneghiamo le idee che abbiamo sempre professato: siamo e resteremo contro i barbarismi (che inquinano la lingua); questo, però, è particolare in quanto è entrato "di prepotenza" nel nostro idioma ed è adoperato a ogni piè sospinto con il significato di "sempre la stessa minestra" (questo sí, "italianissimo" e... conosciutissimo). Si adopera questo modo di dire, dunque, quando si vuol mettere in evidenza il fatto che "anche il meglio (di qualcosa), a lungo andare, viene a noia". La locuzione, per la verità, si usa soprattutto come rimprovero ironico nei confronti di colui che, pur vivendo agiatamente, trova sempre il modo di lamentarsi. Un aneddoto su Enrico IV di Francia spiega l'origine del modo di dire. Vediamo. Il confessore personale del sovrano rimproverava al re frequenti scappatelle extraconiugali. Quest'ultimo, stanco dei continui rimproveri, fece servire a tavola - per diversi giorni - sempre pernici finché al servo di Dio, ormai stanco del pur prelibato piatto, non scappò di bocca quel "toujours perdrix!" (sempre pernici!), al quale il sovrano replicò con un elegantissimo e malizioso "toujours reine" (e per me... "sempre regina").

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La parola proposta da questo portale: attitare. Verbo del linguaggio giuridico che vale "procedere in giudizio". Non è attestato nei vocabolari dell'uso. Per maggiori "informazioni" si veda qui e qui.

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