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lunedì 18 maggio 2015

Andare a bastonare i pesci

Il padre di Luigino, delinquente incallito, era stato condannato - per l'ennesima volta - a sei mesi di carcere a causa della sua turpe "professione". Il piccolo Luigi era disperato, domandava sempre del padre, aveva nostalgia delle favole che il genitore gli narrava, la sera, per farlo addormentare. Un giorno, la madre, di fronte alle insistenze del piccolo che voleva notizie del padre e non potendo, ella, dirgli la verità lo rassicurò con una frase che lo fece sorridere: «Stai tranquillo, bambino mio, il tuo papà è andato a "bastonare i pesci" cattivi; ma sono tanti, ci vuole tempo per "punirli" tutti; sii sereno, però, non appena avrà finito correrà ta te». Il piccolo, orgoglioso del mestiere del padre, che "puniva i pesci cattivi", si addormentò felice. Il mattino successivo, tutto impettito, non poté fare a meno di rendere partecipi della sua felicità i compagni d'asilo e la maestra. Questa, incuriosita dallo strano mestiere del padre del piccino, fece una ricerca e scoprí, cosí, che "bastonare i pesci" significa essere in carcere. La locuzione, infatti, si adoperava qualche secolo fa - oggi, forse, è in disuso - quando i delinquenti erano condannati a remare sulle galee e con i remi prendevano, per cosí dire, a bastonate i pesci.

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La parola proposta da questo portale: biante. Aggettivo e sostantivo maschile. Si dice di un vagabondo che cerca di raccogliere del denaro con qualsiasi mezzo.

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