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martedì 21 aprile 2015

Fare una cosa con tutti i crismi

Ci spiace veramente dovere "attaccare", di tanto in tanto, gli operatori dell'informazione, ma non possiamo fare altrimenti. Abbiamo letto, su un settimanale, una frase che ci ha fatto sobbalzare sulla poltrona (fortunatamente non è servito il cardiotonico che abbiamo sempre a portata di mano quando leggiamo i giornali o ascoltiamo i notiziari radiotelevisivi): «Finalmente, abbandonati gli antichi odi, l'ospite è stato ricevuto con tutti i carismi». Il cronista, non c'è dubbio, intendeva "crismi". Come si può confondere il crisma con il carisma? Ma tant'è. Si dice, quindi, "con tutti i crismi". Vediamo, dunque, come è nata la locuzione che - per la verità - sarebbe bene non adoperare essendo di uso prettamente popolare. Il crisma, anzi il "sacro crisma" è un unguento a base di olio d'oliva e simboleggia la dolcezza e la forza. È anche un balsamo aromatico e rappresentando il "profumo" della virtù e della grazia viene adoperato dalla Chiesa per la consacrazione della pietra dell'altare e in tante altre funzioni come la Cresima, il Battesimo e per la consacrazione del vescovi e dei sacerdoti. Il crisma è, quindi, il "segno d'approvazione" ecclesiastica e, per estensione, è divenuto, in senso figurato, il simbolo di "approvazione ufficiale" anche al di fuori dell'ambito della Chiesa. Fare una cosa con tutti i crismi significa, per tanto, farla in modo ineccepibile seguendo tutte le disposizioni, i regolamenti e simili.

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