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lunedì 23 febbraio 2015

Parlare a vanvera

Quasi ci vergogniamo nel proporre questo modo di dire, essendo conosciutissimo e adoperato a ogni piè sospinto da tutti coloro che vogliono mettere in evidenza il fatto che molte persone parlano a sproposito o senza aver riflettuto. Chi di voi, può dire, infatti, di non aver mai conosciuto un "vanveriere"? Basta fare - come usa dire - mente locale per individuare nel collega d'ufficio o nel vicino di casa la persona del detto in oggetto. Ciò che non è chiara, invece, è l'origine della locuzione, soprattutto l'etimologia di "vanvera", vocabolo adoperato solo nel predetto modo di dire e nell'espressione "fare le cose a vanvera", vale a dire senza senso, senza logica, senza criterio. L'etimologia, dicevamo, è incerta; ci affidiamo, quindi, a quanto dice in proposito il linguista Ottorino Pianigiani.
A questo proposito invitiamo i lessicografi - se si dovessero imbattere in questo sito - a prendere nella dovuta considerazione il termine, da noi proposto, "vanveriere", e metterlo a lemma nei dizionari. Non esiste, infatti, un vocabolo atto a indicare una persona che parla a vanvera.

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Viaggio a Tripoli in soccorso ai ribelli feriti, così un titolo della "Gabbia" di ieri dell'emittente televisiva La7. A nostro modesto parere il titolo sarebbe stato "più corretto" se invece di "ai" avesse recitato "dei". Si va in soccorso "di" qualcuno o "a" qualcuno? A nostro modo di vedere è "più corretto" l'uso della preposizione "di". I vocabolari e una rapida ricerca in rete sembrano darci ragione: 35.800 occorrenze per "in soccorso a" e 335.000 per "in soccorso di".

2 commenti:

Beppe ha detto...

FANFARONE, preso in considerazione da O. Pianigiani (vedere il collegamento riportato), non è meglio di VANVERIERE?
Beppe

Fausto Raso ha detto...

Il fanfarone, cortese Beppe, ce lo dice lo stesso Pianigiani, sa quel che dice, al contrario di VANVERIERE, che parlando a sproposito non sa quello che dice.
Cordialmente
FR