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sabato 20 dicembre 2014

La vendetta...

Chi, tra i nostri gentili lettori, non ha mai meditato vendetta contro qualcuno scagli - come usa dire - la prima pietra. C'è qualcuno, infatti, che possa dire, onestamente, di non aver mai ricevuto un'offesa, un sopruso e di non aver pensato, quindi, di vendicarsi? «La vendetta - diceva Francesco Bacone - è una specie di giustizia selvaggia». Nessun lettore ha mai pensato, per tanto, di trasformarsi in un "giustiziere selvaggio"? Stentiamo a credere di no. Ma che cos'è questa vendetta? I vocabolari alla voce in oggetto registrano: "offesa, morale o materiale, inflitta, per ritorsione a  un'offesa personalmente subita". Fin qui, tutto chiaro. A noi interessa, però, la vendetta sotto il profilo prettamente linguistico. L'origine del nome sembra sia il latino "vindicta", cioè la verga con la quale si toccava il capo di uno schiavo all'atto di affrancarlo, cioè di liberarlo dalla schiavitù. La vendetta, quindi, è una 'liberazione'. Colui che si vendica non "libera", infatti, l'animo da certi sentimenti? La spiegazione, però, non ci convince molto in quanto è solo una supposizione. L'origine resta incerta. È certo, invece, il fatto che la vendetta è un sostantivo derivato dal verbo vendicare. Vediamo, allora, ciò che dice Ottorino Pianigiani sul verbo "vendicare".

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