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lunedì 20 ottobre 2014

La pagina

Abbiamo sempre sostenuto, da questo portale, l'importanza della "scienza etimologica" e abbiamo sempre esecrato il fatto che questa "scienza" non sia tenuta nella dovuta considerazione: la scuola - per quanto ne sappiamo - la ritiene, nei migliori dei casi, la cenerentola della linguistica. Non deve essere cosí, amici. Questa scienza ci fa scoprire delle cose... sorprendenti. Ci fa scoprire, per esempio, che la pagina che state leggendo in questo momento, comodamente seduti davanti al vostro computiere, ci riporta al mondo rurale. La pagina, infatti, non è altro che il latino "pagina(m)", dal verbo "pangere" (piantare). I nostri antenati latini chiamavano "paginam" una pianta, specialmente di viti. Questo stesso nome fu dato, in seguito, a un "insieme di righi di scrittura" e, per estensione, al foglio di carta che li conteneva. Perché? Il motivo è piú semplice di quanto si possa immaginare: per coloro che erano abituati ai lavori agricoli il foglio scritto appariva simile a un... campo di filari. Da pagina abbiamo la pagella, cioè una piccola pagina dove sono riportati i voti ottenuti dagli studenti in ogni materia. C'è ancora qualcuno che sostiene la "barbosità" dell'etimologia?

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Lo sputapepe

Abbiamo notato che non tutti i vocabolari dell'uso attestano questo termine, che si riferice a una persona dalla parlantina facile, arguta ma petulante. I dizionari che lo registrano lo danno come sostantivo invariabile. No, il vocabolo, riferito al maschile, si pluralizza normalmente: uno sputapepe, due sputapepi. Segue, infatti, la regola della formazione del plurale dei nomi composti. Tale regola stabilisce che un sostantivo composto di una voce verbale (sputa) e un sostantivo maschile singolare (pepe) nella forma plurale cambia regolarmente. Resta invariato solo se si riferisce a un femminile: Giovanna è una sputapepe; Luisa e Anna sono delle emerite sputapepe.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Stare "zitti" non è lo "stare in silenzio"... ma perdere l'occasione di dare voce alle "parole", avendo "visto" e "ascoltato"

Fausto Raso ha detto...

Caro anonimo,
pubblico il suo commento, ma non vedo il nesso...

FR

Anonimo ha detto...

il nesso? ...nel "Nome"

Fausto Raso ha detto...

Cortese anonimo,
continuo a non capire...
Ma per me è normale in quanto soffro di disturbi mentali,
FR

Anonimo ha detto...

Ancorato alle sue "certezze", piuttosto che alle "domande".