martedì 22 aprile 2014

Rapinare



Ci dispiace dover censurare – ancora una volta – la lingua degli operatori dell’informazione, i quali hanno il gravoso compito – a nostro modo di vedere – di educare le “masse”, non solo, ovviamente, di informarle. I “massinforma”, cioè i giornali e le radiotelevisioni, hanno il dovere di divulgare la lingua correttamente perché sono, per l’appunto, i “dispensatori” del nostro idioma: i giornali (ma non solo) entrano in tutte le case e circolano, quindi, anche tra le persone “linguisticamente sprovvedute” e, in quanto tali, non sono in grado di capire se ciò che leggono (o ascoltano) è grammaticalmente corretto. Per costoro ciò che scrive la stampa è vangelo. Purtroppo, per loro, non è cosí, soprattutto sotto il profilo linguistico. I mezzi di comunicazione di massa hanno, per tanto, una responsabilità non indifferente per quanto attiene al degrado del nostro idioma, “gentil, sonante e puro”, per dirla con l’Alfieri. Una riprova? Prendete il verbo “rapinare”. Questo verbo, dunque, non è mai adoperato correttamente, vale a dire in modo transitivo. Leggiamo sempre frasi del tipo «la vecchina è stata aggredita da alcuni malviventi e rapinata della pensione»; quella preposizione articolata “della” è tremendamente errata. Perché? È presto detto. Rapinare viene dal latino “rapina”, tratto, a sua volta, da “rapere” (‘portar via’, ‘strappare’) ed essendo solo transitivo si costruisce esclusivamente con il complemento oggetto: rapinare “una” banca; rapinare “i” gioielli; rapinare tre miliardi; rapinare varie centinaia di milioni e via dicendo. Alla luce di quanto sopra, quindi, la frase-tipo corretta è «la vecchina è stata aggredita da alcuni malviventi che le hanno rapinato “la” pensione». Rapinare, insomma, significando “sottrarre”, “portar via” si costruisce con il complemento oggetto. Alcuni vocabolari – come il solito – ammettono, con la nota “meno corretto”, l’uso intransitivo e noi, come sempre, non ci stancheremo mai di dire che in lingua un uso o è corretto o non lo è. Non può essere “corretto a metà”.

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La parola che proponiamo oggi è: monetare. Verbo transitivo e intransitivo.





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