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domenica 12 gennaio 2014

Stancante e... «stancoso»

«È stato un lavoro veramente stancoso». Se qualche studente scrivesse una frase del genere in un componimento sarebbe redarguito, senza dubbio, dal docente di lingua italiana. Chi scrive, a costo di attirarsi gli strali dei linguisti, non è di questo avviso. Sí, il vocabolo in oggetto non è attestato nei vocabolari, ma non per questo è da considerare errato. Il suffisso "-oso" (dal latino "-osus") è tra i piú frequenti, nella nostra lingua, e indica, genericamente, la 'presenza' di una determinata qualità o condizione: ozio/ozioso, difetto/difettoso, ansia/ansioso, fiducia/fiducioso, collina/collinoso, stanco/... stancoso. Si dirà: non esiste "stancante" per dire la stessa cosa? Sí, ma noi faremmo un distinguo: "stancante", participio presente del verbo stancare, quando vogliamo mettere in evidenza che quella cosa, quel determinato lavoro "provoca stanchezza": ciò che dovrò fare sarà molto 'stancante'; "stancoso", quando ciò che è stato fatto ha procurato stanchezza: è stato un compito veramente 'stancoso'.

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La parola del giorno (di ieri): prolisso.

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