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lunedì 30 settembre 2013

Quella donna è una cerbera. Per carità... un cerbero

Dal sito “Garzantilinguistica.it”:
 [cèr-be-ro] n.m.
f. -a; pl.m. -i, f. -e
guardiano, sorvegliante severo e intransigente | persona arcigna e irosa
Etimologia: ← dal lat. cerbĕru(m), dal gr. kérberos, mostro mitologico dall’aspetto di cane a tre teste che custodiva l’ingresso dell’Ade.

Forse è il caso di ricordare ai lessicografi del sito in oggetto che il sostantivo “cerbero”, come sosia, resta maschile (e non prende il plurale) anche se si riferisce a una donna: Susanna è proprio un cerbero.

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Alfine e al fine – il termine in grafia unita è avverbio e significa  finalmente: Paolo alfine (finalmente) è arrivato. In grafia scissa vale allo scopo di: le telefono al fine di ricordarle l’appuntamento.

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La parola del giorno (di ieri): benaltrismo.
E quella proposta da questo portale: scopatore segreto. Sostantivo maschile.  Inserviente addetto alla pulizia dell’appartamento apostolico.

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