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domenica 15 settembre 2013

Essere (o andare) in braccio a Morfeo

Questa locuzione è conosciutissima, ci vergogniamo quasi di proporla alla vostra attenzione. Adoperata anche nella variante “cadere nelle braccia di Morfeo” significa “cadere in un sonno profondissimo”. Il modo di dire, particolarmente caro ai fanciulli, che lo adoperano quando hanno sonno (“buonanotte, vado in braccio a Morfeo”) ci riporta alla mitologia classica (greco-latina). Morfeo, dunque, era figlio del Sonno e della Notte e il Principe dei…  sogni, per questo era ritenuto una personificazione divina del sogno. Questo Dio (Morfeo) era raffigurato come un vecchio con le ali e con una corona di papaveri, mentre gli stemmi del Sogno e del Sonno erano il papavero e la bacchetta magica, quest’ultima aveva il potere di… addormentare. Una curiosità. La morfina, cioè quell’alcaloide estratto dall’oppio e usato in medicina per le sue qualità analgesiche e soporifere, deve il nome a… Morfeo, per l’appunto.

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La parola di oggi (segnalata dal titolare di questo portale): logògsifo (o logogrifo).  Viene dal greco 'lògos' (discorso) e 'prìphos' (rete): "discorso o parole a rete". Indovinello in versi in cui un termine scomposto in varie parti ne forma altri che si devono trovare, come pure lo stesso termine principale. In senso figurato la parola indica un discorso enigmatico o inintelligibile.

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