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martedì 6 agosto 2013

La dieta e la... dieta

Riprendiamo il viaggio – interrotto tempo fa – alla ricerca di parole omofone ma di significato diverso. Questa volta facciamo tappa alla “dieta”. Prima, però, ci sembra importante ‘capire’ bene il concetto di parole omofone (dette anche “omonime”) che si differenziano da quelle “omografe”. Le parole omofone, dunque, sono chiamate anche omonime perché oltre ad avere il medesimo “suono” (vale a dire la stessa pronuncia) hanno anche lo stesso nome, ed è il caso, appunto della dieta; quelle “omografe”, invece (dal greco ‘homòs’, uguale e ‘grafè’, segno), hanno la medesima grafia, ma il “suono”, cioè la pronuncia (e quindi il ‘nome’), non sempre uguale: légge (norma) e lègge (dal verbo leggere), accétta (scure) e accètta (dal verbo accettare). Le parole omofone, quindi, sono sempre omografe; queste ultime, invece, non sempre sono omofone. Sarà bene, per tanto, nello scrivere, accentare le parole omonime che possono ingenerare ambiguità: balia e balía, regia e regía, ambito e ambíto, dècade e decade, circuito e circuíto. L’accento che si adopera in questi casi è chiamato “fonico” perché fa cambiare, appunto, il “suono” alle parole che hanno il medesimo nome. E veniamo alla dieta,  parola omonima ma con due significati.
L’accezione piú nota, quella sulla bocca delle ragazze, in particolare, è quella che recitano i comuni vocabolari, vale a dire «regime alimentare a cui uno si sottopone per cura o per igiene; esso viene stabilito da un medico specialista il quale, tenendo presente l’attività svolta dal soggetto, il suo fabbisogno di calorie e il suo stato di salute generale, gli prescrive certe regole di vita e soprattutto la quantità e la qualità dei cibi di cui deve nutrirsi». In questo significato il termine dieta è il latino “diaeta”, tratto dal greco “díaita”, che propriamente significa ‘vita’, quindi ‘modo di vivere’, ‘tenore’, ‘regola di vita confacente alla salute’. L’altro significato, quello di “assemblea”, è tratto dal latino “dieta” (senza il dittongo “ae”), un derivato di “dies” (giorno), vale a dire ‘spazio di un giorno’ e, per estensione, ‘giorno stabilito per l’adunanza’. In origine con la “dieta” si intendeva  l’ “assemblea nazionale dei popoli germanici”, in seguito “assemblea del sacro romano impero”, alla quale prendevano parte i feudatari, l’alto clero e i delegati delle città imperiali riuniti per prendere decisioni importanti. Con il trascorrere del tempo il vocabolo in questione ha acquisito il significato generico di ‘assemblea’ e, per estensione, quello di ‘parlamento’. Se non cadiamo in errore il Parlamento giapponese non si chiama, per l’appunto, “Dieta”?

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