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giovedì 6 giugno 2013

La lancia e la... lancia


Gentilissimo dott. Raso,
approfitto ancora una volta della sua non comune disponibilità per un quesito non sintattico-grammaticale. Sarebbe interessante sapere perché con il termine “lancia” si intende tanto l’arma quanto l’imbarcazione. Perché questo vocabolo, insomma, ha due significati distinti?
La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei devoti ossequi.
Costantino C.
Carbonia

PS. Dove posso trovare il suo “Giornalismo. Errori e orrori”?

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Cortese amico, per quanto attiene al mio libercolo può rivolgersi direttamente all’Editore Gangemi di Roma, il cui indirizzo può reperirlo in rete. Riguardo alla sua interessantissima curiosità “giro” la domanda a Ottorino Pianigiani e al vocabolario Treccani.

Pianigiani:

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Treccani:

lància1 s. f. [lat. lancĕa] (pl. -ce). – 1. a. Arma da urto e più raram. da getto, usata fin dai tempi più antichi, e poi nel medioevo e nell’età moderna, da combattenti a piedi o a cavallo, ma anche in giostre e tornei (e ancora oggi presso alcune popolazioni), formata da un’asta di varia lunghezza con all’estremità superiore un ferro acuto, oppure una punta di osso, di corno, o, anticam., di pietra: impugnare, alzare, abbassare la l.; mettere la l. in resta, correre con la l. in resta (...).

lància2 s. f. [per metafora dalla voce prec., con allusione alla forma acuta della prora e alla velocità] (pl. -ce). – Imbarcazione a remi, di forme affilate e di varia grandezza, armata da otto a sedici vogatori e con possibilità di alzare una vela latina o a tarchia su un alberetto smontabile; in dotazione, in passato, alle navi per i servizî di bordo, è ancora in uso per alcuni tipi di pesca e per l’addestramento alla voga (il tipo più moderno a motore, con lo scafo talvolta parzialmente (...).




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