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giovedì 17 gennaio 2013

Zàffiro? Zaffíro, prego




Le televisioni commerciali specializzate nella vendita all’asta di gioielli ci “propinano”, quotidianamente, nomi di monili la cui pronuncia non è sempre quella corretta. Abbiamo pensato, per tanto, a una “intervista impossibile” per conoscere da uno degli interessati l’esatta accentazione del nome.
Incontriamo il signor Zaffíro negli studi di una televisione privata: sta per essere venduto all’asta a un prezzo che egli non ritiene adeguato alla sua persona. Ma non è questo che lo irrita tanto quanto il fatto che la maggior parte delle persone pronunciano il suo nome in modo errato: con l’accento sulla “a” anziché sulla “i”. Ciò lo rende nervoso, appunto, e scostante ma, vista la nostra garbata insistenza, accetta di riceverci.
- Allora signor Zàffiro, pardon Zaffíro, ha fatto una ricerca particolare sul suo nome? Come mai si irrita se lo chiamano Zàffiro, con l’accento sulla “a”?
- Lei al mio posto che cosa farebbe, accetterebbe con serenità il fatto che tutti o quasi pronunciano in modo scorretto il suo nome? Non si sentirebbe offeso vedendo calpestata la sua “personalità”?
- Ci parli della sua ricerca. Perché la pronuncia corretta deve essere piana, ossia con la “i” tonica (cioè accentata)?
- Come lei certamente saprà, la maggior parte delle parole della nostra lingua sono piane; ma non è questo il ‘vero’ motivo. La mia discendenza è nobile, vengo, infatti, dalla lingua classica, dal latino “saphírus”, con tanto di “i” lunga che in italiano si deve sentire, quindi va accentata; naturalmente nella lingua parlata, non in quella scritta. Per essere estremamente chiaro aggiungerò che il latino “saphírus” non è altro che l’adattamento del greco “sàppheiros” derivato, a sua volta, dal semitico “sappir”.
- Se può esserle di consolazione sappia che altri signori, al pari di lei, vedono il proprio nome storpiato: molti dicono rùbrica e non, correttamente, rubríca; circuíto e non circuito (come, per esempio: corto circuito) anche se la forma circuíto esiste perché è il participio passato del verbo circuire.
- Appunto per questo bisogna fare attenzione a non confondere “circuíto”, participio passato, quindi con la “i” accentata, con “circuito” che significa ‘giro’, ‘percorso’, ‘contorno’: corto circuito, per l’appunto. Colgo l’occasione per segnalare la nascita di un’associazione cui possono rivolgersi tutte le parole che vedono calpestata la loro personalità. L’associazione provvederà a mettere alla gogna i colpevoli di “lesa lingua”.
- La ringraziamo per la sua gentilezza e le sue preziose delucidazioni.
- Mi consenta ancora due parole.
- Prego.
- Perché nei casi dubbi la gente non consulta un buon vocabolario?
- Parole sante; ha perfettamente ragione. Grazie di nuovo.

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http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=72&r=1522




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