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domenica 27 gennaio 2013

Ecc. o etc.?

Aldo Gabrielli, nel suo prestigioso "Dizionario Linguistico Moderno" scrive: «Et cetera, locuzione latina che vale "e le altre cose", "e il resto". Si scrive anche "et cetera", e in questa grafia la usano i Francesi, i quali l'abbreviano in "etc.".
Noi diciamo "eccetera", e abbreviamo in "ecc.". La forma abbreviata "etc." è arcaica da noi, e non è da usare. Si fa solitamente maschile ('un eccetera'), e invariabile ('gli eccetera')».
I revisori del vocabolario Gabrielli in rete contraddicono, però, il Maestro e ammettono l'uso al maschile e la forma abbreviata "etc.":
 «eccetera [ec-cè-te-ra] ant. e cetera, et cetera, etcetera
A avv.
E le altre cose, e il resto, e tutto il resto, e così via (si usa per interrompere, abbreviare un'enumerazione di cose, una citazione che non pare necessario o opportuno continuare): tutti i principi reali / e l'Altezze Imperiali, / l'Eccellenze e. (Giusti); iterat. È dottore, professore, commendatore, eccetera eccetera.
Spesso abbreviato in ecc. o etc.: tra affitto, tasse, luce, telefono ecc. ecc. mezzo stipendio se ne va
B come s.m. o f. inv.
Per sottintendere qualcosa di noto, di cui si sta parlando: togli alcuni di questi e».

Si vedano anche questi collegamenti:

http://pennablu.it/ecc/

http://www.treccani.it/vocabolario/ecc/

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