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sabato 22 settembre 2012

Il «metaplasmo»

Gentile dr Raso,
l’insegnante di mio figlio ha chiesto agli alunni di fare una ricerca linguistica per “scovare” un termine specifico che indica il passaggio di un verbo da una coniugazione all’altra oppure un vocabolo da un genere all’altro. Ho cercato di aiutare mio figlio in questa difficile ricerca, ma, ahimè, non sono approdato a nulla. Esiste questo termine? Se sí, come si chiama in linguistica?
Sperando in una sua cortese e sollecita risposta, la ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
Giovanni T.
Grottaferrata (Roma)
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Sí, cortese amico, il termine esiste e si chiama “metaplasmo”. Per una risposta piú esaustiva do la “parola” a ‘Sapere.it’:
 sm. [sec. XVIII; dal greco metaplasmós, da metaplássein, trasformare]. Nell'antica grammatica, ogni modificazione fonetica della parola dovuta ad addizione (protesi, epentesi, paragoge), a soppressione (aferesi, sincope, apocope, elisione), a inversione (metatesi), a cambiamento (assimilazione, dissimilazione), o a fusione di suoni (contrazione). In particolare il termine si è fissato soprattutto per indicare i cambiamenti di categorie morfologiche, come il passaggio da un genere a un altro (il dito, le dita), da una declinazione a un'altra (latino facies, latino volg. facia, faccia), da una coniugazione a un'altra (latino florēre, latino volg. florīre, fiorire).





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