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sabato 29 settembre 2012

Il «fa da sé»

Ciò che stiamo per scrivere non incontrerà il favore di qualche linguista (se, per caso, si dovesse imbattere in questo sito). Ma tant’è. Andiamo avanti per la nostra strada, certi della bontà di quanto sosteniamo. Vogliamo fare alcune considerazioni sull’uso corretto del prefisso “auto-”. Ci capita sovente di leggere, sulla stampa, frasi del tipo: «I cittadini si sono autotassati per finanziare i lavori di restauro del loro patrimonio artistico»; oppure: «Nella sua autobiografia, l’autore mette in evidenza…». Bene. Anzi male, a nostro modo di vedere. Queste frasi non sono corrette. Vediamo il perché. Se apriamo un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana (non cispadana, si badi bene) alla voce “auto”, possiamo leggere: «Primo elemento che in parole composte significa “da sé”, “di sé stesso”». Alla luce della definizione che abbiamo appena letto, dire o scrivere “si sono autotassati” - a nostro avviso - è errato perché il pronome, anzi la particella pronominale ‘si’ è compresa nella voce ‘auto’ (da sé, di sé stesso): i cittadini hanno tassato sé stessi. Si dirà correttamente, dunque, «i cittadini si sono tassati», oppure, anche se non molto elegante, «i cittadini autotassati per…». Lo stesso discorso, ovviamente, per la “sua autobiografia”. Diremo: «Nella sua biografia o nell’autobiografia l’autore…». È veramente triste notare certe smarronate nelle pagine ‘culturali’ dei quotidiani. Provate a dire, cortesi amici blogghisti, per controllare la bontà della nostra tesi, «mi sono autoregalato una cravatta»; se la frase vi “suona”, tutte le nostre scuse per avervi dato un cattivo consiglio linguistico.


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Il fiume ceco-teutonico "Elba" è maschile o femminile?
Un interessante articolo di Silverio Novelli.
Si veda il collegamento in calce.

http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/scritto_e_parlato/Elba.html



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Da “Domande e risposte” del vocabolario Treccani in linea:

Può un avverbio accompagnare un superlativo assoluto? Ad esempio è corretto dire “è veramente bellissimo” o “è veramente bello”?

A rigor di logica, dovrebbe bastare l'intensificazione del grado positivo dell'aggettivo: veramente bello. Va detto, però, che, in mancanza di contesto, non si può decidere se il veramente, accanto a bello o al superlativo bellissimo, sia usato come un segnale di superlativo, col significato di 'al massimo grado', oppure come un semplice avverbio asseverativo, col significato di 'davvero, realmente, effettivamente'. Se dal contesto si potesse desumere che quel veramente ha questo secondo valore, allora sarebbe pacifico poterlo accoppiare anche con la forma superlativa bellissimo. Nell'altro caso, diventerebbe una forma rafforzativa tipica del parlato informale, stilisticamente poco adatta a una comunicazione scritta elegante o di tono formale.
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A nostro modesto avviso il problema non si pone se l’avverbio si colloca dopo il superlativo: È bellissimo veramente.

Nessuna "legge" linguistica vieta, a ogni modo, l'uso di un avverbio prima o dopo un superlativo.
Si veda questo collegamento: https://www.google.it/search?q=%22%C3%88+veramente+bellissimo%22&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it

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