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giovedì 20 settembre 2012

Che bello sognare un «sogniamo» con la "i"






Tutti sanno o dovrebbero saper che il digramma ‘gn’ non richiede la ‘i’ davanti alle vocali: sogno, ognuno, campagna. Fanno eccezione, naturalmente, le parole in cui la ‘i’ è parte integrante del suffisso ‘-ia’ come, per esempio, in compagnia (gruppo di persone). Pochissimi sanno, invece, (e moltissime grammatiche non lo spiegano; e gli insegnanti?) che il gruppo ‘gn’ prende obbligatoriamente la ‘i’ quando quest’ultima fa parte della desinenza dei verbi: sogniamo, disegniamo, insegniamo, impegniamo, grugniamo, digrigniamo. Se, infatti, "scomponiamo" il verbo ‘sognare’, per esempio, avremo: ‘sogn’ (tema o radice) e ‘are’ (desinenza dell’infinito). Poiché le desinenze (‘parti finali’) della prima persona plurale del presente indicativo, del presente congiuntivo e della seconda persona plurale del presente congiuntivo sono ‘-iamo’ e ‘-iate’, avremo “sogniamo” (indicativo e congiuntivo) e “sogniate” (congiuntivo). Contrariamente a quanto sostengono alcune scuole di linguisti e pseudolinguisti, dunque, consigliamo vivamente di attenersi a questa regola. Da parte nostra, ve lo assicuriamo, continuerà la ‘campagna’ in difesa della nostra Lingua (quella con la L ‘ maiuscolata’).
E a proposito dei verbi che hanno il digramma ‘gn’ parte integrante del tema, riportiamo un significativo “pensiero” di Luciano Satta, indiscusso arbitro del linguaggio italico:
«(…) Un aspetto curioso della controversia (‘-iamo’ e ‘-amo’, ndr) è che i normatori di entrambe le tendenze (‘-iamo’ con la ‘i’ e -‘amo’ senza la ‘i’, ndr), gli abolitori o i conservatori fanno esempi della prima e seconda coniugazione, “sognare”, “bagnare”, “spegnere”, ma non si curano della terza, come se questa coniugazione fosse estranea alla controversia o fossero del tutto assenti i verbi in “-ire”, ossia qui in “-gnire”. Sicché c’è anche il caso che una compunta delegazione di maiali si presenti da un grammatico per lamentare: “Signore, possiamo anche decidere se ci ‘lagniamo’ o ‘lagnamo’, ma ancora nessuno ci ha detto se ‘grugniamo’ o ‘grugnamo’, ci aiuti lei”».
Personalmente, lo ribadiamo, riteniamo che la ‘i’ non si tocchi quando fa parte della desinenza (e Satta è di questo avviso) anche se il DOP, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia, generalmente non “generoso” in fatto di lingua, non disdegna la soppressione della ‘i’.

Voi, amici, seguite chi volete, sappiate, però, che i grammatici ‘gimmaiuscolati’ condannano i ‘possibilisti’.


4 commenti:

Paolo Castelli ha detto...

grugnire -->grugniamo
finire--> finiamo

elvia lorena meneguzzi ha detto...

Sono due regole in contrapposizione, perciò è meglio seguire quella che fa la lingua più bella. Scriveremo perciò sempre: sognamo (e non sogniamo), accompagnamo (e non accompagniamo), guadagnamo (e non guadagniamo). Le soluzioni semplici sono sempre le migliori... Grazie.

Fausto Raso ha detto...

Gentile Elvia Lorena,
mi spiace contraddirla, non sono due regole in contrapposizione. La "i" di sogniamo, accompagniamo ecc, è parte integrante della desinenza (sarebbe come se scrivessimo "amamo" e non, correttamente, "amiamo").
Cordialmente
FR

elvia lorena meneguzzi ha detto...

Fare parte integrante di una desinenza è già una regola, no? Per fortuna siamo in tanti ad amare il bello della nostra lingua e scartiamo il brutto. Semplice, no?