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martedì 28 agosto 2012

È la fine del mondo...






Un gentile blogghista, che desidera rimanere anonimo, ci ha scritto pregandoci di spiegare come è nata la locuzione È la fine del mondo per “magnificare qualcosa, anche una bella ragazza”. “La fine del mondo – scrive – non è una minaccia apocalittica? Terrorizzante, spaventosa? Il detto giusto – prosegue - dovrebbe essere ‘è l’ottava meraviglia del mondo’, che gli ignoranti hanno cambiato”.
Ci dispiace, gentile amico, ma il detto giusto è proprio È la fine del mondo, con due distinti significati che potremmo definire “antitetici”: uno negativo, l’altro positivo. L’espressione, dunque, di uso prettamente popolare, è tratta dalle Sacre Scritture e si adopera – come si sa – quando si vuole mettere in evidenza una situazione o un avvenimento tremendo, disastroso, terrificante, che provoca scompiglio e paura, tale fa far ritenere che sia arrivata, per l’appunto, la fine del mondo. Da questo significato ‘negativo’ è nato – diciamo per antitesi – quello ‘positivo’: essere una cosa stupenda, straordinariamente bella e… irripetibile, tale da far pensare che il mondo non potrà piú generare e, quindi, vedere qualcosa di altrettanto stupendo.

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