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domenica 3 giugno 2012

«Che bello!»? Sí, che bello!







Il linguista Aldo Gabrielli, nel suo “Dizionario Linguistico Moderno”, condanna le espressioni “Che bello!”, “Che buono!” e simili perché – sostiene - in questi casi la congiunzione “che” ha valore di aggettivo dimostrativo e sta per “quale” e in quanto tale non può essere unito direttamente a un altro aggettivo ma o a un sostantivo o a un altro aggettivo seguito da un nome. Noi, sommessamente, ci permettiamo di dissentire: in questi casi ‘bello’ e ‘buono’ sono aggettivi sostantivati e stanno per ‘bellezza’ e ‘bontà’: che bello! (che bellezza!), nevica; faremo una bella vacanza. Naturalmente attendiamo una smentita da qualche “linguista d’assalto”.
Siamo confortati, comunque, da un grande autore: «...e se arriviamo un'altra volta ad avere delle barche sull'acqua, e a mettere i nostri letti laggiù, in quella casa, vedrete che bello starsi a riposare su quell'uscio, la sera quando si torna a casa stanchi, e che la giornata è andata bene». (Verga)

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