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giovedì 5 aprile 2012

I «dopopranzo» o i «dopopranzi»?


La “Garzantilinguistica.it” attesta, come si può vedere, il sostantivo ‘dopopranzo’ invariabile nella forma plurale: «dopopranzo
s. m. invar. le ore che seguono al pranzo di mezzogiorno: passare il dopopranzo in casa». No, amici, questo sostantivo si pluralizza normalmente: i dopopranzi. Segue, infatti, la regola che stabilisce la formazione del plurale dei nomi composti di una parte invariabile del discorso e di un sostantivo singolare maschile. Secondo questa norma il sostantivo assume la desinenza del plurale: il contrordine, i contrordini; il sottaceto i sottaceti, il dopopranzo, i dopopranzi. «Noi siamo tutti i dopopranzi a far visita alle monache. Ho conosciuto una certa suor Agostina che è terribile per far la crema al fico d'India. Ce ne fa mangiare anche dopo pranzo, ...» (I. Nievo). È invariabile, e preferibilmente in grafia scissa (dopo pranzo), solo quando è in funzione avverbiale: verremo a trovarvi dopo pranzo.







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