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venerdì 30 marzo 2012

Indurre e indulgere




Molto spesso questi due verbi vengono confusi perché ritenuti l’uno sinonimo dell’altro. Sono, invece, due verbi a sé stanti con significati completamente diversi. Il primo – come recitano i vocabolari – significa “spingere a un determinato atteggiamento o comportamento”, quindi “incitare”, “convincere”, “persuadere” e può essere seguito tanto dalla preposizione ‘in’ quanto dalla preposizione ‘a’: indurre qualcuno ‘in’ tentazione; indurre ‘in’ errore; il suo comportamento mi ha indotto ‘a’ lasciare la comitiva. L’uso di questa o quella preposizione dipende, naturalmente, dal contesto. Il secondo sta per ‘accondiscendere’, ‘acconsentire’ e simili e si costruisce esclusivamente con la preposizione ‘a’: indulgere ‘agli’ errori; indulgere ‘alla’ tentazione; indulgere ‘ai’ desiderata di qualcuno. Alcuni vocabolari, forse per analogia con indurre, consentono l’uso della preposizione ‘in’, ma è un uso “arbitrario” che non trova riscontri nei testi letterari.

http://www.etimo.it/?term=indurre&find=Cerca

http://www.etimo.it/?term=indulgere&find=Cerca

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Dalla rubrica di lingua del quotidiano la Repubblica in rete:

1. Wanda scrive:
Nella frase “Pompeo fu portato in trionfo”,
“in trionfo” che complemento è?
Grazie.

2. linguista scrive:
Complemento predicativo del soggetto (che corrisponde, nella forma attiva, al complemento predicativo dell’oggetto). Come saprà, il complemento predicativo precisa il significato del verbo: in realtà, la locuzione verbale portare in trionfo si è cristallizzata in una formula fissa con il significato di ’sollevare qcn. sulle braccia in segno di trionfo, di giubilo’ (GRADIT).
Rocco Luigi Nichil
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A nostro parere non siamo in presenza di un complemento predicativo del soggetto, bensí davanti a un complemento di luogo figurato. Quando leggiamo, purtroppo, che «la bara è portata in spalla dai commilitoni» ci troviamo dinanzi a un complemento predicativo del soggetto? Non crediamo proprio.
Dimenticavamo: Tutti i complementi precisano il significato del verbo, non solo quello predicativo. Perché si chiamano complementi? Perché completano anche il significato del verbo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero che però non mi dica che in "la bara è portata in spalla dai commilitoni", "in spalla" è un complemento di luogo figurato.

Fausto Raso ha detto...

No, non lo dico, anonimo "coraggioso". Lo dica lei che complemento è.