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sabato 3 marzo 2012

Il pronome congiuntivo e quello misto


La maggior parte delle persone – siamo sicuri – non hanno, o se preferite ha, mai sentito parlare del “pronome congiuntivo” e del “pronome misto” perché questi termini non sono trattati da buona parte dei sacri testi grammaticali. Eppure vengono adoperati da tutti, sia pure inconsciamente. Bene. Vengono chiamati cosí dai linguisti i pronomi relativi “che” e “chi”. Il primo perché può ‘congiungere’ due proposizioni: mi sembra di sentire ancora le parole di mio padre, ‘che’ mi ha sempre detto di comportarmi onestamente. Il secondo, cioè “chi”, è definito misto perché unisce in sé la funzione di due diversi pronomi: dimostrativo (quello, colui; quella, colei) e relativo (il quale, la quale). Occorre dire, a questo proposito, che il secondo svolge sempre le funzioni di soggetto; il primo oltre che soggetto può essere sia complemento oggetto sia complemento indiretto: chi va in acqua si bagna [colui (soggetto) il quale (soggetto) va in acqua si bagna]; faremo di tutto per cercare di trovare chi può aiutarti [faremo di tutto per cercare di trovare colui (complemento oggetto) il quale (soggetto) può aiutarti]; questo libro è di chi lo vuole [questo libro è di colui (complemento indiretto) il quale (soggetto) lo vuole].



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Ottilustre

Tra le parole da rispolverare perché scomparse da tutti (?) i vocabolari e da rimettere a lemma, ci piace segnalare “ottilustre”, un bellissimo eufemismo da adoperare al posto di “quarantenne”: è una graziosissima ottilustre.

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