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domenica 18 marzo 2012

Avere la ciabatta del Machiavelli



Chi possiede questa ciabatta, naturalmente in senso figurato? Chi è molto astuto e abile in tutto, come se avesse, per l’appunto, la ciabatta appartenuta a Niccolò Machiavelli capace di trasmetterne le doti agli altri.

* * *

Facciamo un po’ di chiarezza sull’uso corretto di due tempi del modo indicativo dei verbi: passato remoto e trapassato prossimo. Molto spesso, dunque, questi due tempi ci fanno impazzire: quando adoperare l’uno e quando l’altro? È noto a tutti (o dovrebbe essere noto) che il trapassato prossimo si usa per indicare un fatto accaduto prima di un altro pure accaduto. Per questo c’è il passato remoto; per l’avvenimento anteriore, piú che passato, c’è il trapassato prossimo. Conviene rammentare queste “cosucce” soprattutto quando, nel raccontare un avvenimento, si è indotti a richiamarne un altro che l’ha preceduto. Vediamo, per maggior chiarezza, qualche esempio in cui i due tempi non sono adoperati correttamente. In parentesi il tempo corretto. «Il povero alpinista fu rinvenuto in fondo al burrone, vicino al fedele cane che con i suoi gemiti richiamò (aveva richiamato) l’attenzione dei soccorritori»; «Gli anziani coniugi tornarono volentieri nella città lagunare che videro (avevano visto), per la prima volta, durante la luna di miele»; «Il barbone portò subito al commissariato, anziché tenerlo per sé, il portafoglio che trovò (aveva trovato) nel parco».

* * *


Segnaliamo un sito interessante: Una frase per ogni occasione e altro…

http://www.frasi.net/


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Gent.le dott. Raso,

a proposito del corretto uso dei tempi passati, avrei un quesito da sottoporle. Nell'uso quotidiano, per indicare un'azione accaduta ieri oppure una settimana fa, spesso viene adottato il passato prossimo. es. La settimana scorsa siamo andati al cinema, oppure, Ieri siamo andati al cinema.
La mia fidanzata utilizza sempre il passato remoto. Di primo acchito, sono d'accordo nel caso di un'azione avvenuta molti giorni prima (un settimana), ma nel caso di un'azione avvenuta il giorno prima, non è più corretto utilizzare il passato prossimo o è formalmente più corretto il passato remoto?

La ringrazio se vorrà sciogliere questo mio dubbio e le rinnovo i complimenti per il suo blog che seguo dai tempi de Il Cannocchiale Giovanni P.

Fausto Raso ha detto...

Cortese Giovanni,
il passato prossimo si adopera per indicare un'azione compiuta in un periodo di tempo passato ma non ancora del tutto trascorso: in questo mese 'sono stato' a Parigi (il mese non è ancora trascorso). Si usa, altresì, per indicare un'azione avvenuta nel passato i cui effetti, però, durano nel presente: Meucci 'ha inventato' il telefono (il telefono esiste tuttora). Nel caso di "ieri" sarebbe piú appropriato il passato remoto (gli "effetti" non ci sono piú). Spero di essere stato chiaro.

Giovanna ha detto...

Concordo con Lei, Dottor Raso, per quanto riguarda la distinzione tra il passato prossimo e il passato remoto.
Tuttavia ho notato che a quest'ultimo si ricorre sempre meno e sembra un tempo destinato a scomparire non soltanto nel linguaggio informale, ma anche in quello ricercato e/o letterario.
Probabilmente è considerato un po' ... arcaico.
Qual è la Sua opinione?
Grazie

Fausto Raso ha detto...

Gentile Giovanna,
a mio avviso la questione dell'uso dei tempi dei verbi (passato prossimo e passato remoto) dipende da fattori "linguistico-geografici".
Nell'Italia meridionale domina il passato remoto; in quella settentrionale il passato prossimo.
Queste "abitudini linguistiche" di uso informale si riflettono anche in quello formale (o nello scritto).
Con viva cordialità

Emilio ha detto...

"Quattro cani sono stati sparati ...": ho appena letto questa notizia su un quotidiano regionale.
Non pensa, Dottor Raso, che "sono stati sparati" sia un errore grave, soprattutto se a commetterlo è un giornalista?
Cordialmente

Fausto Raso ha detto...

Cortese Emilio,
la lingua dei giornali non va certo presa in considerazione sotto il profilo della... lingua.
"Quattro cani sono stati sparati" non è certo un errore, visto che il giornalista ritiene che 'cane' sia sinonimo di 'pallottola': quattro cani (quattro pallottole) sono stati sparati.

Emilio ha detto...

Mi scusi, Dottor Raso, ma ho riportato la notizia in modo incompleto: "quattro cani randagi sono stati sparati ...".
Una pallottola può essere vagante, ma non randagia.
Aggiungerei che il "cane" di un'arma da fuoco non corrisponde alla pallottola.
Cordiali saluti

Fausto Raso ha detto...

Non cambia nulla, gentile Emilio: "quattro cani randagi sono stati sparati" è una frase errata. Quanto al cane, sinonimo di palottola, era una battuta per mettere in evidenza la "lingua biforcuta" (leggasi: errata) del giornalista.

Fausto Raso ha detto...

Cortese Emilio, ritorno su "quattro cani randagi sono stati sparati" perché il verbo in questione ha anche il significato di 'squartare', 'sezionare'. Se il giornalista intendeva dire (ma dubito) che i cani sono stati sezionati, la frase è corretta.

Anonimo ha detto...

Grazie mille, dott. Raso.

E' gentilissimo
Cari saluti
Giovanni P.