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domenica 12 febbraio 2012

«Apodemico»






Un lettore scrive alla redazione del “Treccani” in rete:
Vi segnalo l’assenza dalla vostra (e nostra!) enciclopedia on line, della voce “apodemico”. La si può riscontrare in La comunicazione narrativa, Stefano Calabrese 2010, Bruno Mondadori, pag. 41. L’autore, rispondendo ad una mia mail, precisa che: «Si tratta di un aggettivo derivato da una parola greco-antica (apodemos), che indica l'essere in viaggio». Sarebbe utile, credo, sviluppare la trattazione del lemma. Nel ringraziarvi per il vostro preziosissimo lavoro, porgo distinti saluti.
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In effetti il New American Standard New Testament Greek Lexicon(http://www.biblestudytools.com/) registra l’aggettivo apodemos, nell’accezione di ‘fuori per viaggio, spec. all’estero, lontano dalla propria gente’. Il termine, in epoca tardo-umanistica, è stato ripreso per via libresca dal latino dei dotti (che riscoprivano i testi dell’antichità scritti in greco); a quanto pare, a ripescare apodemos è stato lo studioso tedesco Herarius Pyrksmair, nel Seicento. Si ritrova dunque nella trattatistica di viaggio del tempo, scritta perlopiù in latino.
I testi latini di scienze non “dure” venivano più facilmente volti nelle lingue romanze. Ciò accadde, per fare un esempio, con lo spagnolo primosettecentesco dell’Itinerario, o methodo apodemico de viajar, che Joaquin Marin in Valencia tradusse dal latino di Oliver Legipont, padre dell’Ordine di San Benito.
Una presenza costante negli studi legati alla trattatistica di viaggio, con esplicito riferimento alle caratteristiche ritenuti ideali per chi si accingesse a fare un viaggio all’estero, munito di opportuni diari, giunge fino ai giorni nostri e dunque senz’altro all’uso che ne fa Stefano Calabrese (insieme ad altri studiosi che affrontano il tema).
Senz’altro può essere preso in considerazione l’interesse che suscita un singolo termine, così carico, come nel caso di apodemico, di storia linguistica e di fascino semantico. Ciò non toglie che l’inclusione in un dizionario della lingua italiana (specialmente se dell’uso) o in un’enciclopedia deva essere ben meditata. Innanzi tutto, in un’enciclopedia sarebbe opportuno che entrasse un sostantivo: ciò starebbe a significare che il concetto espresso dall’aggettivo ha trovato modo e tempo di – come dire – rassodarsi e strutturarsi in una solida categoria interpretativa. In secondo luogo, osta all’inclusione nel lemmario una eccessiva specializzazione del termine in sé. Viceversa, sarebbe corretto, anzi, necessario, che apodemico venisse incluso in un eventuale lessico della terminologia legata al resoconto e racconto di viaggio. Insomma, “togliere” o “mettere”, “prendere in considerazione” o “accantonare” dipende anche dal punto di vista che si adotta.
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Il termine in oggetto si può trovare cliccando su questo collegamento:


http://www.google.it/search?tbm=bks&tbo=1&hl=it&q=%22apodemico%22&btnG=


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Dare il gongone

Ecco un altro modo di dire poco conosciuto perché relegato nella soffitta della lingua. Significa beffare, canzonare. Ludovico Passarini fa sapere che «Dare il gongone è quella beffa che si fanno fra loro i fanciulli, gonfiando le gote, e poi co’ polpastrelli delle dita raccolte, come quando si fa pepe, o col pugno chiuso battendovi sopra, e cosí le sgonfiano, accennando al fanciullo beffato».
Si vedano anche i collegamenti in calce.


http://www.dizionario.org/d/?pageurl=gongone

http://books.google.it/books?id=df0sAAAAYAAJ&pg=PA528&lpg=PA528&dq=%22dare+il+gongone%22&source=bl&ots=3i6U09gSkU&sig=0god55KpUfK6SPuLn-dgWTy6kYA&hl=it&sa=X&ei=7OU2T-a_D8KS-wbV-e2OAg&sqi=2&ved=0CDcQ6AEwBA#v=onepage&q=%22dare%20il%20gongone%22&f=false

1 commento:

Remo ha detto...

Non capisco la risposta della Redazione del Treccani: in un dizionario non vi sono problemi di spazio, mancanza che invece può giustamente motivare un'esclusione nel corrispettivo cartaceo.